Agevolazioni fiscali e contributive per i lavoratori: quali sono e come si applicano

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 La Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) introduce un pacchetto articolato di misure finalizzate a ridurre la pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e ad aumentare il potere di acquisto delle retribuzioni.

Rimodulazione delle aliquote IRPEF, detassazione degli aumenti contrattuali, imposta sostitutiva su lavoro festivo, notturno e a turni, oltre a un trattamento integrativo speciale per il settore turistico-alberghiero: strumenti diversi, con beneficiari e modalità applicative non sempre uniformi.

Le novità sono state al centro del Forum One LAVORO, organizzato da Wolters Kluwer in collaborazione con Dottrina Per il Lavoro, svoltosi a Modena il 25 febbraio 2026.

Rimodulazione delle aliquote IRPEF

La prima misura di maggiore impatto riguarda la riduzione dell’IRPEF. Dal 2026 la seconda aliquota, applicabile ai redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, scende dal 35% al 33%.

Il nuovo sistema progressivo prevede:

  • fino a 28.000 euro: aliquota 23%;

  • da 28.000,01 a 50.000 euro: aliquota 33%;

  • oltre 50.000 euro: aliquota 43%.

È introdotto un meccanismo di “sterilizzazione” per i contribuenti con redditi complessivi superiori a 200.000 euro, mediante una riduzione forfettaria di 440 euro annui sugli oneri detraibili (con esclusione delle spese sanitarie per disabili), sulle erogazioni liberali ai partiti politici e sui premi assicurativi per eventi calamitosi.
Il beneficio pieno resta quindi in capo ai contribuenti con redditi fino a 200.000 euro.

Detassazione degli aumenti derivanti dai rinnovi dei CCNL

Particolarmente rilevante è la detassazione degli aumenti retributivi riconosciuti nel 2026 in attuazione di rinnovi dei contratti collettivi intervenuti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.

Per i soli lavoratori dipendenti del settore privato è prevista l’applicazione di un’imposta sostitutiva agevolata del 5%, a condizione che:

  • il lavoratore non abbia rinunciato espressamente e per iscritto al beneficio;

  • il reddito da lavoro dipendente percepito nel 2025 non superi i 33.000 euro.

La misura presenta tuttavia alcuni profili interpretativi ancora aperti. In particolare, la norma fa riferimento agli “incrementi retributivi” senza specificare il livello della contrattazione. In base alla relazione illustrativa della legge di Bilancio 2026, l’agevolazione sembrerebbe riferibile esclusivamente alla contrattazione collettiva nazionale, con esclusione di quella territoriale o aziendale prevista dall’art. 51 del D.Lgs. n. 81/2015, salvo diverse indicazioni di prassi.

Ulteriori chiarimenti sono attesi anche in merito alla base imponibile dell’imposta sostitutiva: se limitata agli incrementi del minimo contrattuale o estesa a tutte le voci retributive collegate.

Imposta sostitutiva su lavoro notturno, festivo e a turni

Per il solo periodo d’imposta 2026, le somme corrisposte a titolo di maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, di riposo settimanale e a turni sono assoggettate, salvo rinuncia scritta del lavoratore, a un’imposta sostitutiva del 15%, entro il limite annuo di 1.500 euro.

Il beneficio riguarda i lavoratori:

  • del settore privato;

  • con reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro nel 2025.

Dal limite di 1.500 euro sono esclusi i premi di risultato e le somme legate alla partecipazione agli utili.
Restano inoltre esclusi i compensi che sostituiscono in tutto o in parte la retribuzione ordinaria e, per espressa previsione normativa, i lavoratori del settore turistico, ricettivo e termale.

Trattamento integrativo speciale per il settore turistico-alberghiero

Per i lavoratori del settore turistico, ricettivo e termale è confermata anche per il 2026 una misura dedicata.
La legge di Bilancio prevede il riconoscimento di un trattamento integrativo speciale pari al 15% delle retribuzioni lorde percepite dal 1° gennaio al 30 settembre 2026 per prestazioni di lavoro straordinario svolte nei giorni festivi e per lavoro notturno.

La misura si applica ai lavoratori con reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro nel 2025. Il trattamento integrativo è riconosciuto dal datore di lavoro su richiesta del dipendente, previa attestazione scritta del reddito percepito, e recuperato mediante compensazione nel modello F24.

Le misure introdotte dalla legge di Bilancio 2026 rappresentano un intervento significativo sul cuneo fiscale e sul potere d’acquisto dei lavoratori subordinati. Accanto alle opportunità, permangono tuttavia profili applicativi che richiedono chiarimenti ufficiali, soprattutto in materia di detassazione degli aumenti contrattuali.
La corretta applicazione delle agevolazioni passa, ancora una volta, da un’attenta lettura della norma e dal supporto di una consulenza del lavoro aggiornata.

Commercialista Aversa

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