Nel quadro normativo italiano sono operative numerose misure di incentivazione alle assunzioni rivolte alle imprese private. Si tratta di strumenti finalizzati soprattutto a favorire l’occupazione stabile a tempo indeterminato e l’inserimento lavorativo di categorie considerate svantaggiate, quali giovani, donne, disoccupati di lunga durata e persone con disabilità.
Accanto ai bonus temporanei – spesso introdotti con le leggi di bilancio o con decreti emergenziali e soggetti a scadenza – esiste un nucleo consistente di incentivi strutturali, cioè non legati a finestre temporali specifiche. Queste misure continuano a rappresentare un pilastro delle politiche attive del lavoro e risultano applicabili anche nel 2026.
In attesa di eventuali proroghe dei bonus speciali per giovani, donne e ZES Mezzogiorno previsti dal Decreto Coesione 2024, di seguito si propone una guida operativa agli incentivi “a regime” attualmente disponibili.
La super-deduzione del costo del lavoro per nuove assunzioni
Tra le innovazioni più rilevanti figura la super-deduzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, introdotta dall’articolo 4 del D.Lgs. n. 216/2023.
La misura consente alle imprese di dedurre dal reddito imponibile un importo maggiorato rispetto al costo effettivamente sostenuto per il personale neoassunto. Il beneficio si articola su due livelli:
deduzione pari al 120% del costo del lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato;
deduzione elevata al 130% quando i lavoratori appartengono a categorie svantaggiate (ad esempio persone con disabilità o soggetti in condizioni di particolare fragilità).
È importante evidenziare che non si tratta di un esonero contributivo INPS, bensì di una agevolazione fiscale che riduce l’imponibile d’impresa nell’esercizio di sostenimento dei costi.
La misura è concepita come intervento strutturale e risulta particolarmente vantaggiosa per le imprese che incrementano stabilmente l’organico senza ricorrere a contratti a termine.
Esoneri contributivi per giovani e assunzioni post alternanza
Nel panorama degli incentivi permanenti, un ruolo centrale è svolto dagli esoneri contributivi per l’occupazione giovanile introdotti dalla legge di bilancio 2018 (L. 205/2017).
Esonero under 30
L’agevolazione riguarda le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 30 (under 35 per le prime applicazioni storiche) e si applica anche:
ai rapporti part-time;
alla somministrazione a tempo indeterminato;
alle trasformazioni da tempo determinato.
Sono esclusi il lavoro domestico e i dirigenti.
Il beneficio consiste in una riduzione del 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite massimo di 3.000 euro annui per 36 mesi. La normativa prevede inoltre la portabilità del residuo in caso di cessazione anticipata del rapporto.
Esonero post alternanza scuola-lavoro
Sempre la L. 205/2017 ha reso strutturale l’incentivo per l’assunzione degli studenti che abbiano svolto presso lo stesso datore:
percorsi di alternanza scuola-lavoro;
apprendistato di primo o terzo livello.
Se l’assunzione a tempo indeterminato avviene entro sei mesi dal conseguimento del titolo, l’azienda può beneficiare dell’esonero del 100% dei contributi INPS (restano esclusi i premi INAIL), nel limite di 3.000 euro annui.
Incentivi collegati a politiche attive e sostegni al reddito
Tra gli strumenti strutturali più rilevanti per il 2026 rientrano anche gli incentivi legati allo status del lavoratore o alla partecipazione a misure di politica attiva.
Assunzione di beneficiari ADI e SFL
Dopo il superamento del Reddito di cittadinanza, il D.L. 48/2023 ha introdotto un esonero contributivo per l’assunzione dei beneficiari di:
Assegno di Inclusione (ADI);
Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL).
L’incentivo consiste nell’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro entro un limite annuo. La fruizione è subordinata anche all’inserimento dell’offerta nel sistema SIISL.
Assunzione di percettori NASpI
Resta pienamente operativo l’incentivo previsto dall’art. 2, comma 10-bis, della L. 92/2012 (riforma Fornero), successivamente modificato dal D.L. 76/2013.
Il datore di lavoro che assume a tempo indeterminato un percettore NASpI può ottenere un contributo economico pari al 20% dell’indennità residua che sarebbe spettata al lavoratore.
Assunzione di lavoratori in CIGS
È strutturale anche l’agevolazione per l’assunzione di lavoratori in CIGS prevista dall’art. 4, comma 3, del D.L. 148/1993 (conv. L. 236/1993).
La norma riconosce una contribuzione datoriale ridotta per un periodo definito in caso di assunzione a tempo pieno e indeterminato di lavoratori sospesi in CIGS, nel rispetto dei requisiti previsti.
Apprendistato agevolato
Nel sistema degli incentivi permanenti va ricordato il contratto di apprendistato, che continua a rappresentare uno dei principali strumenti di ingresso agevolato nel mercato del lavoro.
Oltre all’apprendistato ordinario per giovani, è previsto anche l’apprendistato per lavoratori over 29 titolari di indennità di disoccupazione (D.Lgs. 81/2015), caratterizzato dalle aliquote contributive ridotte tipiche del rapporto.
Considerazioni operative per le imprese
Il quadro degli incentivi “a regime” dimostra che, anche in assenza di bonus temporanei, le imprese dispongono di un repertorio stabile di strumenti per ridurre il costo del lavoro e favorire l’occupazione a tempo indeterminato.
Dal punto di vista strategico è fondamentale:
verificare preventivamente i requisiti soggettivi del lavoratore;
coordinare gli incentivi con eventuali aiuti regionali o temporanei;
monitorare i limiti di cumulabilità e il rispetto della normativa sugli aiuti di Stato;
pianificare le assunzioni in ottica di incremento occupazionale netto, requisito spesso determinante.
Una corretta combinazione delle misure strutturali può generare un risparmio contributivo e fiscale significativo, rendendo l’assunzione stabile più sostenibile anche nel 2026.
Commercialista Aversa
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