Caregiver: chi è e cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

Il tema del caregiver familiare, centrale nel dibattito su cura e assistenza ai familiari con disabilità, continua a essere interessato da interventi normativi frammentati e da fondi ancora in fase di consolidamento. La bozza della Legge di Bilancio 2026, attualmente in discussione parlamentare, introduce un nuovo Fondo dedicato, che diventerà pienamente operativo solo dal 2027, segnando un ulteriore passo verso il riconoscimento formale del ruolo di cura non professionale.

Chi è il caregiver familiare?

La prima definizione normativa risale alla Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017).
Il caregiver è:

La persona che assiste in modo continuativo e gratuito il coniuge, il partner dell’unione civile, il convivente di fatto o un familiare fino al secondo grado — o fino al terzo grado in caso di disabilità grave — non autosufficiente e bisognoso di assistenza continua.

Si tratta di una figura cardine nel sistema di welfare informale italiano, che copre quotidianamente bisogni essenziali di cura, con un impatto sociale ed economico spesso non riconosciuto in maniera adeguata.

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026 (art. 53)

All’articolo 53 della bozza di manovra 2026, approvata dal Governo e in attesa di conferma definitiva, viene istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze un nuovo Fondo per il finanziamento delle iniziative legislative a sostegno del caregiver familiare con le seguenti dotazioni:

  • 1,15 milioni di euro per il 2026,

  • 207 milioni di euro annui a decorrere dal 2027.

Il Fondo ha lo scopo di finanziare futuri interventi legislativi volti a:

  • definire in modo organico la figura del caregiver familiare;

  • riconoscere il valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale;

  • ampliare e rafforzare gli strumenti di sostegno.

Si tratta di una misura preliminare che non introduce benefici immediati, ma prepara la copertura finanziaria necessaria per una riforma organica attesa da anni.

I primi riconoscimenti normativi: dal 2018 a oggi

Negli ultimi anni, il legislatore ha attivato diversi fondi e misure, spesso eterogenei e non coordinati:

2018 – Primo Fondo Caregiver

  • Istituito dalla L. 205/2017 con 20 milioni di euro annui per il triennio 2018-2020.

  • Successivamente trasferito alla Presidenza del Consiglio e incrementato di 5 milioni annui (2019-2021).

L’ultimo riparto noto, del 2023, è pari a 25,8 milioni di euro, destinati in via prioritaria ai caregiver di persone con disabilità gravissima.

2024 – Abrogazione del Fondo 2018 e nascita del Fondo unico per l’inclusione

La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha abolito il fondo 2018, facendo confluire le risorse nel Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, dotato di:

  • 552,1 milioni per il 2024,

  • 231,8 milioni annui dal 2025, poi ulteriormente rafforzati da D.L. 71/2024 e D.L. 208/2024.

Nel 2024, un decreto del Ministero per le Disabilità ha destinato 30 milioni specificamente al riconoscimento del caregiver familiare.

2021 – Secondo Fondo Caregiver

  • Istituito con una dotazione di 30 milioni annui (2021-2023).

  • La Legge di Bilancio 2022 ha aggiunto 50 milioni annui per il triennio 2022-2024.

2025 – Destinazione temporanea delle risorse

La Legge di Bilancio 2025 ha previsto un utilizzo transitorio delle risorse per potenziare i servizi del Fondo per le non autosufficienze, tra cui:

  • assistenza domiciliare,

  • servizi di sollievo e supporto a famiglie con disabili e anziani non autosufficienti.

Le riforme collegate: disabilità e non autosufficienza (2023-2024)

Parallelamente, sono stati emanati due decreti legislativi fondamentali:

D.Lgs. 29/2024 – Legge anziani non autosufficienti

Riconosce l’apporto sociale ed economico dell’assistenza non professionale prestata ai soggetti molto anziani.

D.Lgs. 62/2024 – Riforma della disabilità

Introduce:

  • una nuova definizione di disabilità ispirata ai criteri ICF dell’OMS,

  • un sistema di valutazione unificato per diritti e prestazioni,

  • modalità più omogenee di accertamento.

Questi interventi costituiscono la base tecnica per una futura riforma organica del caregiver familiare.

Le proposte di legge in Parlamento

Alla Camera sono in discussione alcune proposte (A.C. 114 e abbinate) che ambiscono a definire:

  • status giuridico del caregiver,

  • tutele lavorative,

  • sostegni economici e previdenziali,

  • percorsi di formazione e sollievo.

La situazione attuale: un sistema ancora frammentato

Ad oggi, il ruolo del caregiver è riconosciuto a livello istituzionale, ma manca una disciplina organica che regoli:

  • diritti,

  • tutele,

  • contributi economici,

  • forme di sostegno universali.

I fondi esistenti sono numerosi ma non coordinati, spesso limitati a categorie specifiche (es. disabilità gravissima).
Le riforme 2023–2024 rappresentano passi avanti significativi, ma non ancora sufficienti a costituire un sistema unitario.

L’articolo 53 della bozza della Legge di Bilancio 2026 si inserisce in questo contesto: prepara le risorse per una futura riforma organica, ma lascia aperti interrogativi sulla reale capacità di raggiungere tutte le famiglie che garantiscono cure continuative a un proprio caro.

Un tema cruciale resta infatti quello della definizione di disabilità. Per rendere effettivi i futuri interventi, sarà necessario un ampliamento della platea dei beneficiari, così da includere tutte le situazioni in cui è presente un carico assistenziale rilevante — anche quando non rientra pienamente nei criteri della Legge 104/1992 o della non autosufficienza certificata.

Il percorso verso un riconoscimento pieno e uniforme del caregiver familiare è ancora in evoluzione. La Legge di Bilancio 2026 apre a un importante stanziamento strutturale dal 2027, ma una vera tutela potrà essere garantita solo attraverso:

  • una disciplina organica;

  • un ampliamento dei criteri di accesso;

  • una valorizzazione del ruolo nel sistema di welfare;

  • misure di sollievo e sostegno economico certe e omogenee.

Solo così sarà possibile rispondere concretamente ai bisogni delle migliaia di famiglie che svolgono ogni giorno un ruolo essenziale, spesso invisibile, nel sistema di assistenza italiano.

 

 

Commercialista Aversa

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