A seguito delle nuove disposizioni introdotte dalla normativa fiscale e dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con le FAQ del 17 marzo, diventa operativo l’obbligo di collegamento tra POS e registratore telematico (RT).
Si tratta di un adempimento rilevante per tutti gli esercenti che certificano i corrispettivi mediante strumenti elettronici, con una prima scadenza fissata al 20 aprile.
Il nuovo obbligo: cosa prevede la normativa
L’obbligo nasce dalle disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 e disciplinate dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 424460 del 31 ottobre 2025.
La finalità è quella di garantire una maggiore tracciabilità dei pagamenti elettronici, prevedendo:
il collegamento tra lo strumento di incasso (POS o sistemi equivalenti) e il registratore telematico;
la memorizzazione puntuale dei dati dei pagamenti elettronici;
la trasmissione aggregata di tali informazioni all’Agenzia delle Entrate.
È importante chiarire che non si tratta di un collegamento fisico tra dispositivi, ma di un abbinamento digitale effettuato tramite i servizi online dell’Agenzia.
Come effettuare il collegamento POS-RT
L’operazione avviene esclusivamente online attraverso il portale “Fatture e Corrispettivi”.
Per procedere, l’esercente deve:
accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate;
verificare di essere accreditato come esercente nella sezione “Corrispettivi”;
utilizzare il servizio “Gestione collegamenti”;
associare la matricola del registratore telematico ai dati degli strumenti di pagamento elettronico.
L’operazione può essere effettuata anche tramite un intermediario delegato.
I dati necessari per il collegamento
Per completare correttamente l’abbinamento, è necessario disporre di:
matricola del registratore telematico;
dati identificativi del POS o dello strumento di pagamento;
indirizzo dell’esercizio commerciale;
Terminal ID del dispositivo (per POS fisici);
dati dell’operatore finanziario (codice fiscale e denominazione).
Le FAQ chiariscono che rientrano tra gli strumenti fisici:
POS tradizionali;
dispositivi contactless;
soluzioni SoftPOS installate su smartphone o tablet.
Per i sistemi di pagamento virtuali (ad esempio piattaforme online), sono richiesti esclusivamente i dati dell’operatore finanziario.
Chi deve adeguarsi entro il 20 aprile
Il primo termine operativo riguarda gli strumenti di pagamento già in uso:
al 1° gennaio 2026;
oppure attivi tra il 1° e il 31 gennaio 2026.
Per questi casi, il collegamento deve essere effettuato entro il 20 aprile, ossia entro 45 giorni dall’attivazione del servizio.
Per i nuovi dispositivi, invece, valgono regole differenti:
il collegamento deve avvenire dal sesto giorno del secondo mese successivo alla loro attivazione;
e comunque entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese.
Ad esempio, un POS attivato a marzo dovrà essere collegato tra il 6 e il 31 maggio.
Procedura semplificata: elenco automatico dei POS
Per agevolare gli operatori, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un elenco precompilato degli strumenti di pagamento elettronico associati all’esercente.
Questi dati vengono comunicati direttamente dagli operatori finanziari, consentendo un’associazione più rapida e riducendo il rischio di errori.
Caso pratico: pagamenti con assegno
Tra i chiarimenti più rilevanti delle FAQ del 17 marzo vi è quello relativo ai pagamenti effettuati con assegno.
In tali casi:
il documento commerciale deve indicare il pagamento come “contanti”;
non è richiesto alcun collegamento con strumenti elettronici.
Questo perché l’assegno non rientra tra i sistemi di pagamento elettronico oggetto dell’obbligo.
Il collegamento tra POS e registratore telematico rappresenta un passaggio importante nel processo di digitalizzazione e tracciabilità dei pagamenti.
L’adempimento, pur essendo gestito tramite una procedura online relativamente semplice, richiede attenzione nella raccolta dei dati e nel rispetto delle tempistiche.
La scadenza del 20 aprile rappresenta il primo appuntamento operativo per gli esercenti già attivi: una corretta gestione dell’obbligo consente di evitare criticità e garantire la piena conformità alle nuove disposizioni fiscali.
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