Credito d’imposta design e moda: domande dal 7 luglio per il Bonus Made in Italy
Dal 7 luglio 2026 le imprese del Made in Italy possono presentare domanda per accedere al nuovo credito d’imposta dedicato alle attività di design e ideazione estetica. La misura, gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sostiene gli investimenti legati alla progettazione, allo sviluppo di nuovi prodotti, alla realizzazione di collezioni e campionari, con particolare attenzione ai comparti creativi e manifatturieri italiani.
L’agevolazione mette a disposizione una dotazione complessiva di 60 milioni di euro per il 2026 e riconosce un credito d’imposta pari al 10% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 2 milioni di euro per ciascuna impresa beneficiaria.
A chi si rivolge il credito d’imposta
Il bonus è rivolto alle imprese che effettuano investimenti in attività di design e ideazione estetica, finalizzate alla concezione e alla realizzazione di nuovi prodotti e campionari.
Tra i settori maggiormente interessati rientrano:
- tessile e moda;
- calzaturiero;
- occhialeria;
- orafo;
- mobile e arredo;
- ceramica;
- altri comparti produttivi in cui il design rappresenta un elemento rilevante di innovazione e competitività.
La misura si inserisce nel quadro degli incentivi destinati a sostenere la capacità progettuale delle imprese italiane, valorizzando uno degli elementi distintivi del Made in Italy: la combinazione tra creatività, qualità produttiva e innovazione estetica.
Come funziona l’agevolazione
Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 10% delle spese ammissibili sostenute nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025. Il beneficio può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24, secondo le modalità previste dalla normativa e dalle indicazioni ministeriali.
La procedura prevede l’invio di due comunicazioni telematiche:
- una comunicazione di prenotazione del credito d’imposta;
- una comunicazione di completamento degli investimenti.
La comunicazione di prenotazione serve a indicare il progetto che l’impresa intende realizzare, le date previste di avvio e conclusione, l’importo degli investimenti agevolabili e il credito d’imposta potenzialmente spettante.
La comunicazione di completamento, invece, deve essere trasmessa dopo la realizzazione degli investimenti e serve a confermare le spese effettivamente sostenute.
Domande dal 7 luglio 2026
La piattaforma informatica del MIMIT è aperta dalle ore 12:00 di martedì 7 luglio 2026. Le comunicazioni devono essere inviate esclusivamente in via telematica attraverso l’apposita sezione del sito del Ministero dedicata al credito d’imposta per ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica.
La procedura segue un meccanismo a sportello: le risorse vengono prenotate secondo l’ordine cronologico di trasmissione delle domande. Per questo motivo, la tempestività nell’invio e la correttezza della documentazione assumono un ruolo centrale.
Al termine dell’invio, l’impresa riceve una ricevuta con l’indicazione del credito prenotato oppure dell’eventuale indisponibilità delle risorse.
La soglia minima del 70%
Un aspetto importante riguarda la coerenza tra gli investimenti prenotati e quelli effettivamente realizzati. Gli investimenti completati non possono essere inferiori al 70% dell’importo indicato nella comunicazione preventiva.
Questo significa che le imprese devono effettuare una stima prudente e realistica delle spese da sostenere. Una prenotazione troppo elevata, non accompagnata da investimenti effettivamente realizzabili, può compromettere il perfezionamento della procedura e comportare la perdita del beneficio.
Spese ammissibili
Sono agevolabili le spese direttamente collegate alle attività di design e ideazione estetica. Rientrano, tra le altre:
- spese per il personale impiegato nelle attività ammissibili;
- quote di ammortamento e canoni relativi a beni materiali mobili utilizzati nei progetti;
- costi per software e strumenti necessari alle attività di progettazione;
- spese per contratti aventi ad oggetto attività di design e ideazione estetica;
- servizi di consulenza e servizi equivalenti;
- materiali, forniture e prodotti analoghi utilizzati nelle attività agevolabili;
- costi legati alla progettazione e realizzazione di campionari.
Il credito deve essere calcolato al netto di eventuali altre sovvenzioni o contributi ricevuti sulle stesse spese ammissibili.
Documentazione e controlli
Per accedere correttamente al credito d’imposta, le imprese devono conservare la documentazione tecnica e contabile relativa alle attività svolte e alle spese sostenute.
È inoltre richiesta una relazione tecnica asseverata che illustri finalità, contenuti e risultati delle attività ammissibili. L’effettivo sostenimento delle spese deve risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.
La corretta predisposizione della documentazione è fondamentale non solo per ottenere il beneficio, ma anche per affrontare eventuali controlli successivi da parte degli enti competenti.
Un’opportunità per le imprese creative del Made in Italy
Il credito d’imposta design e ideazione estetica rappresenta un’opportunità importante per le imprese che investono nella creazione di nuovi prodotti, collezioni e campionari.
Per i comparti moda, arredo, ceramica, orafo, calzaturiero e occhialeria, il design non è soltanto un elemento estetico, ma un fattore strategico di posizionamento, riconoscibilità e competitività sui mercati nazionali e internazionali.
Le imprese interessate dovranno valutare con attenzione l’ammissibilità dei progetti, predisporre una stima coerente degli investimenti e curare in modo puntuale la documentazione richiesta.
Una corretta pianificazione della domanda può fare la differenza tra una semplice prenotazione del credito e l’effettiva fruizione dell’agevolazione.
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