Credito ZES Unica 2025: prenotazioni 5 volte superiori alle risorse disponibili

Il credito d’imposta per la ZES Unica 2025 conferma l’altissimo interesse delle imprese, ma anche le criticità legate alla sproporzione tra richieste e risorse disponibili.

Secondo i dati comunicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze alla Commissione Finanze della Camera, le comunicazioni preventive presentate dalle imprese ammontano a 17.951 unità, per un volume complessivo di investimenti dichiarati pari a 22,5 miliardi di euro. L’ammontare complessivo dei crediti fiscali richiesti raggiunge gli 11,4 miliardi di euro, a fronte di una dotazione teorica di soli 2,2 miliardi di euro per il 2025.

Lo squilibrio tra domanda e offerta è evidente: le richieste superano di oltre cinque volte le risorse disponibili.

Aliquota ridotta: dal 60% teorico all’11,58% effettivo

La normativa prevede, per le aree geografiche ammissibili, un’aliquota fino al 60% del valore degli investimenti. Tuttavia, applicando il meccanismo di riparto proporzionale, l’aliquota effettivamente riconoscibile scenderebbe al 11,58%.

Si tratta di una riduzione quintupla rispetto alla misura teorica, con conseguenze significative per le imprese che hanno pianificato i propri investimenti confidando in un sostegno fiscale ben più consistente.

Il precedente del 2024

Il caso del credito ZES Unica 2024 costituisce un importante precedente. Lo scorso anno l’Agenzia delle Entrate, in prima battuta, aveva applicato un’aliquota ridotta al 17,6%, salvo poi riconoscere la misura piena solo dopo:

  • lo stanziamento di nuove risorse da parte del Governo;

  • il venir meno di una parte consistente degli investimenti inizialmente comunicati ma non effettivamente realizzati.

Questa dinamica evidenzia come la fase di conferma degli investimenti sia determinante per stabilire l’aliquota finale.

La scadenza decisiva: 2 dicembre 2025

Il termine fissato al 2 dicembre 2025 rappresenta un passaggio cruciale. Entro tale data le imprese dovranno trasmettere una comunicazione integrativa che certifichi la realizzazione, entro il 15 novembre 2025, degli investimenti indicati nella prenotazione originaria (presentata entro il 30 maggio 2025).

Solo con il quadro completo degli investimenti effettivamente realizzati, l’Agenzia delle Entrate potrà calcolare il coefficiente definitivo di riduzione proporzionale e stabilire la quota reale di credito spettante a ciascun beneficiario.

L’esperienza della ZES Unica 2024 lascia aperta la possibilità di un aggiustamento in corso d’opera anche per il 2025, ma l’attuale scenario conferma la necessità di interventi correttivi immediati per evitare che l’aliquota effettiva risulti troppo penalizzante.

Per le imprese, diventa quindi fondamentale monitorare attentamente le prossime comunicazioni ufficiali, valutando con prudenza i piani di investimento e le relative coperture finanziarie.

 

 

Commercialista Aversa

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