Dal 10 dicembre 2025 è attiva la misura “Cultura Cresce”, l’incentivo promosso dal Ministero della Cultura e gestito da Invitalia, dedicato al rafforzamento e allo sviluppo delle imprese culturali e creative (ICC) operanti nelle regioni del Mezzogiorno.
La misura dispone di una dotazione finanziaria pari a oltre 142 milioni di euro e prevede agevolazioni fino all’80% delle spese ammissibili, combinando contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato a tasso zero. Le domande vengono valutate secondo ordine cronologico di presentazione, fino ad esaurimento delle risorse.
Chi può accedere a Cultura Cresce
Possono presentare domanda i soggetti che rientrano nella definizione di impresa culturale e creativa (ICC) ai sensi della Legge n. 206/2023 (Legge Quadro Made in Italy) e del Decreto n. 402/2024, ovvero imprese che svolgono in via esclusiva o prevalente attività di ideazione, produzione, sviluppo, promozione, conservazione o valorizzazione di beni e servizi culturali e creativi.
L’Avviso individua tre linee di intervento, distinte in base alla tipologia del soggetto proponente:
Capo A – Imprese consolidate
Micro, piccole e medie imprese culturali e creative (incluse imprese sociali) costituite da oltre 5 anni.Capo B – Nuove imprese
Micro, piccole e medie imprese culturali e creative costituite da meno di 5 anni e persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa culturale e creativa.Capo C – Terzo settore e non profit
Imprese sociali, ETS, associazioni e fondazioni che svolgono attività economica, costituite da almeno 2 anni.
Tutti i soggetti devono rispettare i parametri dimensionali di PMI e, nei casi previsti, risultare iscritti al Registro delle imprese, al REA o al RUNTS.
Settori culturali ammessi
Sono finanziabili progetti afferenti alle principali filiere culturali e creative, tra cui:
musica, audiovisivo, teatro e arti performative, patrimonio culturale materiale e immateriale, arti visive, architettura e design, editoria e letteratura, moda e artigianato artistico.
Interventi e spese ammissibili
I progetti possono riguardare:
investimenti produttivi e ampliamento delle attività;
sviluppo di nuovi prodotti, servizi e processi culturali;
innovazione organizzativa e rafforzamento delle competenze.
Le spese ammissibili includono:
beni strumentali, attrezzature, arredi e mezzi funzionali;
beni immateriali (software, brevetti, marchi, licenze, know-how);
opere murarie entro il 20% dell’investimento;
consulenze specialistiche;
capitale circolante entro il 20% delle spese di investimento;
costi del personale assunto;
canoni di locazione e utenze riferite alla sede del progetto.
I programmi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e conclusi entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.
Agevolazioni previste e vantaggio economico
L’agevolazione complessiva può coprire fino all’80% delle spese ammissibili:
Capo A e Capo B
50% finanziamento a tasso zero (max 10 anni)
30% contributo a fondo perduto
Capo C
40% finanziamento a tasso zero
40% contributo a fondo perduto
È inoltre previsto un servizio di tutoring fino a 10.000 euro, utile per la gestione tecnica e amministrativa del progetto.
Quando e come presentare domanda
Le domande possono essere presentate dal 10 dicembre 2025 alle ore 12:00, esclusivamente tramite la piattaforma Invitalia.
Ogni soggetto può presentare una sola domanda, anche se partecipa a progetti in forma aggregata.
Commercialista Aversa
Startup innovative