L’impianto non rivoluziona il sistema, ma punta a consolidare e rendere strutturali alcune misure già sperimentate, intervenendo soprattutto su giovani, donne e lavoratori a basso reddito.
Le principali misure in arrivo
Tra le novità più rilevanti emergono alcuni interventi chiave.
Incentivi alle assunzioni e occupazione
Il decreto dovrebbe prevedere la proroga e il rafforzamento dei bonus assunzioni, in particolare per:
- giovani under 35
- donne svantaggiate
In diversi casi si ipotizza anche la stabilizzazione degli incentivi già introdotti nei mesi precedenti, con sgravi contributivi significativi per le imprese.
L’obiettivo è aumentare il tasso di occupazione, soprattutto nei segmenti ancora in ritardo rispetto alla media europea.
Salario “giusto” e contrattazione
Uno dei pilastri del decreto è il tema del salario equo, che dovrebbe essere garantito facendo riferimento ai contratti collettivi firmati dalle organizzazioni più rappresentative.
Si punta inoltre a contrastare i cosiddetti “contratti pirata” e il dumping contrattuale, rafforzando il ruolo delle parti sociali nella definizione delle condizioni di lavoro.
Più soldi in busta paga
Il provvedimento si muove anche sul fronte fiscale, con interventi diretti sul reddito dei lavoratori:
- conferma del taglio del cuneo fiscale
- possibile aumento dei fringe benefit fino a 3.000 euro
- detassazione di premi di produttività e welfare aziendale
L’effetto atteso è un incremento del netto in busta paga, soprattutto per i redditi medio-bassi, con aumenti stimati anche tra 40 e 100 euro mensili a seconda del reddito.
Bonus e detassazioni
Tra le misure fiscali:
- proroga della detassazione sui premi di produttività
- incentivi per il welfare aziendale
- possibile tassazione agevolata su lavoro straordinario, festivo e notturno
Si tratta di strumenti pensati per aumentare la produttività e rendere più flessibile la gestione delle retribuzioni.
Tutele per nuove forme di lavoro
Il decreto guarda anche alle trasformazioni del mercato del lavoro:
- nuove tutele per i rider e lavoratori delle piattaforme digitali
- interventi su sicurezza nei luoghi di lavoro
- misure di contrasto al caporalato
Questi interventi rispondono alle evoluzioni del lavoro digitale e alla necessità di maggiore protezione per le categorie più fragili.
Impatto per imprese e sistema economico
Per le imprese, il decreto rappresenta un mix di:
- incentivi all’assunzione
- riduzione del costo del lavoro
- maggiore chiarezza nella contrattazione
Allo stesso tempo, introduce nuovi obblighi e un rafforzamento delle regole, soprattutto sul fronte della sicurezza e dei contratti collettivi.
Una strategia di continuità (non di rottura)
Il decreto del 1° maggio 2026 si configura come un intervento di continuità rispetto alle politiche recenti, con aggiustamenti mirati piuttosto che riforme radicali.
L’obiettivo dichiarato è duplice:
- sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori
- incentivare le imprese ad assumere e investire
In sintesi, il Governo punta a un equilibrio tra crescita occupazionale e sostenibilità del sistema, con interventi graduali ma diffusi su più fronti del lavoro.