Tra le novità più rilevanti del Modello 730/2026, pubblicato dall’Agenzia delle Entrate per la dichiarazione dei redditi di lavoratori dipendenti e pensionati (scadenza 30 settembre), si segnala una nuova agevolazione fiscale dedicata ai neoassunti nel 2025.
Si tratta di un regime di esenzione che riguarda le somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per canoni di locazione e spese di manutenzione degli immobili.
In cosa consiste l’agevolazione
La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, prevede che:
le somme corrisposte dal datore di lavoro per affitto e manutenzione dell’immobile non concorrono a formare reddito;
l’agevolazione è riconosciuta per i primi due anni dalla data di assunzione;
è previsto un limite massimo di 5.000 euro annui.
In pratica, si tratta di una forma di welfare aziendale che consente al lavoratore di ricevere un supporto abitativo senza tassazione, entro i limiti previsti.
Requisiti per beneficiare dell’esenzione
Per accedere al beneficio, il lavoratore deve rispettare specifiche condizioni:
essere stato assunto a tempo indeterminato nel 2025;
aver percepito, nell’anno precedente all’assunzione, un reddito da lavoro dipendente non superiore a 35.000 euro;
aver trasferito la residenza nel Comune della sede di lavoro;
il nuovo Comune deve distare oltre 100 km da quello di precedente residenza.
Inoltre:
l’immobile deve trovarsi nel Comune di lavoro;
il contratto di locazione deve essere intestato al lavoratore e regolarmente registrato;
le spese devono essere sostenute a partire dalla data di assunzione.
Quali spese sono incluse
Rientrano nell’agevolazione:
canoni di locazione;
spese di manutenzione dell’immobile locato.
Le somme possono essere:
erogate direttamente dal datore di lavoro;
oppure rimborsate al lavoratore.
Attenzione alla doppia agevolazione
Un aspetto fondamentale riguarda il divieto di cumulo:
le spese coperte dal datore di lavoro non possono beneficiare di ulteriori detrazioni fiscali, come ad esempio:
detrazione per canoni di locazione;
bonus ristrutturazioni;
ecobonus.
Come indicarle nel Modello 730/2026
L’agevolazione trova spazio nel:
Quadro C – Redditi di lavoro dipendente e assimilati
Sezione VIII – Erogazioni in natura
Rigo C18
In particolare:
nella colonna “Welfare aziendale canoni e spese di manutenzione” va indicato l’importo riportato nel punto 476 della Certificazione Unica 2026.
Superamento del limite
Se le somme erogate superano i 5.000 euro annui, la parte eccedente:
concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente;
sarà quindi soggetta a tassazione ordinaria.
Estensione al Modello Redditi PF
La stessa agevolazione è prevista anche nel Modello Redditi Persone Fisiche 2026, dove deve essere indicata:
nel rigo RC18.
La misura rappresenta un importante incentivo alla mobilità lavorativa, soprattutto per i giovani assunti che devono trasferirsi per motivi di lavoro. Tuttavia, richiede particolare attenzione nella gestione fiscale:
verifica dei requisiti soggettivi;
corretta indicazione in dichiarazione;
coordinamento con altre agevolazioni per evitare indebiti cumuli.
Per le imprese, si tratta anche di uno strumento interessante di welfare aziendale, utile per attrarre e fidelizzare risorse.