Con il decreto legislativo IRPEF-IRES, approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 20 novembre 2025, il Governo ripristina — almeno in parte — le detrazioni IRPEF del 19% sulle spese sostenute per tutti i familiari fiscalmente a carico, ampliando nuovamente il perimetro dei beneficiari.
Una marcia indietro rispetto alla Legge di Bilancio 2025, che aveva ristretto in modo significativo la platea dei soggetti ammessi alla detrazione.
Le nuove disposizioni sono applicabili già dall’anno d’imposta in corso: ciò significa che i contribuenti potranno usufruire delle detrazioni ampliata già nella dichiarazione dei redditi 2026, relativa ai redditi 2025.
Chi rientra ora tra i familiari per cui è possibile detrarre le spese?
Il nuovo decreto reintroduce la possibilità di detrarre il 19% delle spese sostenute per una platea molto più ampia rispetto a quella prevista dalla Legge di Bilancio 2025.
Rientrano nuovamente tra i familiari fiscalmente a carico con spese detraibili:
Genitori (anche non conviventi)
Fratelli e sorelle
Nonni e suoceri
Generi e nuore
Restano invece esclusi gli ex coniugi, anche se percettori di assegni di mantenimento.
Il ripristino delle detrazioni si applica indipendentemente dall’esistenza o meno della specifica detrazione per carichi di famiglia, ed è quindi limitato alle spese detraibili al 19% previste dal TUIR (spese sanitarie, universitarie, funebri, sportive per i ragazzi, assicurazioni, ecc.).
Cosa cambia rispetto alla Legge di Bilancio 2025
La Manovra 2025 aveva ridotto la platea dei familiari per i quali era possibile beneficiare delle detrazioni, limitandola a:
Coniuge non separato
Genitori conviventi
Figli fino a 30 anni (senza limiti di età in caso di disabilità)
Il nuovo decreto legislativo corregge l’impostazione e amplia nuovamente i soggetti beneficiari, allineandosi ai familiari indicati dall’art. 433 del Codice Civile, con l’unica esclusione degli ex coniugi.
Non viene tuttavia reintrodotta la detrazione riconosciuta in busta paga o nel cedolino pensione: il correttivo riguarda esclusivamente la possibilità di portare in detrazione il 19% delle spese nel modello 730 o nel modello Redditi.
Detrazioni e carichi di famiglia: cosa prevede il decreto
Il Decreto Correttivo IRPEF-IRES modifica ancora una volta l’articolo 12 del TUIR (DPR 917/1986), superando alcune delle limitazioni introdotte nel 2023 dalla Legge n. 111/2023.
In particolare:
Si conferma il nuovo assetto delle detrazioni per carichi di famiglia in busta paga o pensione.
Si amplia nuovamente la possibilità di portare in detrazione le spese sostenute per i familiari fiscalmente a carico conviventi.
Rientrano nelle spese detraibili anche i figli di età inferiore a 21 anni – che già ricadono nell’ambito dell’Assegno Unico – e quelli con più di 30 anni che non danno diritto ad altre detrazioni.
Sono inclusi anche fratelli e sorelle conviventi, per i quali la Legge n. 207/2024 aveva abolito le specifiche detrazioni per carichi di famiglia.
Requisito del reddito per essere considerati fiscalmente a carico
Restano invariati i limiti di reddito per qualificare un familiare come fiscalmente a carico:
2.840,51 euro di reddito complessivo annuo
4.000 euro per i figli fino a 24 anni
Superare queste soglie comporta la perdita della possibilità di detrarre le spese sostenute a loro favore.
Il Decreto Correttivo IRPEF-IRES segna un importante passo indietro rispetto alle restrizioni introdotte con la Legge di Bilancio 2025, restituendo ai contribuenti la possibilità di beneficiare delle detrazioni del 19% per una platea più ampia di familiari.
Una misura che, pur non ripristinando tutte le agevolazioni originariamente previste nel sistema delle detrazioni familiari, rappresenta comunque un intervento significativo a favore delle famiglie italiane e della loro capacità di sostenere spese essenziali per i propri congiunti.
Commercialista Aversa
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