Il Piano per l’industria cyber nazionale: cosa prevede, chi coinvolge, come funziona
Contesto e approvazione
Il Piano per l’industria cyber nazionale è stato approvato con il Decreto Direttoriale ACN n. 0320700 ed è la misura #51 del Piano di implementazione della Strategia Nazionale di Cybersicurezza 2022–2026.
È frutto della collaborazione tra diverse istituzioni: ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale), MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), MUR (Ministero dell'Università e della Ricerca), MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale (DTD).
Lo scopo è dare attuazione concreta agli indirizzi della Strategia di Cybersicurezza per rafforzare l’ecosistema nazionale della sicurezza informatica, sostenendo innovazione, competenze e imprese nel settore.
Asse strategico: i tre pilastri
Il Piano si articola in tre assi principali, che descrivono le aree chiave d’intervento:
| Asse | Obiettivi principali |
|---|---|
| 1. Innovazione e collaborazione tra ricerca e industria | Favorire il trasferimento tecnologico, portare risultati della ricerca al mercato; promuovere accordi per l’innovazione; sostenere PoC (Proof of Concept) e brevetti. |
| 2. Sviluppo di startup e PMI, con un occhio all’internazionalizzazione | Incentivi a nuove imprese; supporto per scale-up; utilizzo di fondi europei; promozione all’estero; strumenti di venture capital. |
| 3. Sviluppo di nuove competenze professionali | Formazione specialistica; centri di trasferimento tecnologico; coinvolgimento dell’università; formazione diffusa anche per le PMI. |
Misure, strumenti e fonti di finanziamento
Ecco alcune delle misure concrete e delle risorse già individuate:
MIMIT sarà responsabile di azioni chiave quali trasferimento tecnologico, brevetti e Proof of Concept, accordi per l’innovazione, Fondo Nazionale Innovazione / Venture Capital e formazione tramite centri di trasferimento tecnologico.
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Sono previste misure che puntano a contributi per:
gruppi di ricerca che portano innovazione applicata;
startup e PMI per soluzioni innovative;
brevetti nel settore cyber e PoC;
Fonti di finanziamento includono risorse nazionali (ministeri coinvolti, fondi stanziati da MIMIT, MUR, etc.), PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), Fondi Europei (es. Horizon Europe, Digital Europe).
Il Piano serve anche come cornice operativa per bandi futuri. Ad esempio, si parla di bandi per gli Accordi per l’Innovazione nel settore cybersecurity, possibili incentivi per startup e PMI innovatrici.
Governance, coordinamento e attuazione
Le amministrazioni coinvolte garantiranno un’attuazione sinergica e sistemica del Piano. Non si tratta di interventi isolati, ma di politiche che devono essere integrate fra loro.
Ci sono prerequisiti di sicurezza fissati dall’ACN per le iniziative che verranno avviate, per assicurare che gli standard nazionali di cybersicurezza siano rispettati.
Il documento è già disponibile in versione integrale sul sito ACN; contiene le schede con le azioni previste, strumenti, modalità di erogazione, criteri di accesso.
Opportunità e criticità previste
Opportunità
Maggiore visibilità e sostegno per le startup/PMI: con misure dedicate, potranno crescere in competitività, anche sui mercati internazionali.
Sviluppo tecnologico accelerato grazie a PoC, brevetti, trasferimento tecnologico.
Sviluppo di competenze che ridurrà il gap nel mercato del lavoro per professionisti della cybersecurity.
Accesso combinato a risorse nazionali ed europee, moltiplicando le possibilità di finanziamento e collaborazione.
Criticità / sfide
La tempistica di attuazione: bandi e call devono essere resi operativi; ci possono essere ritardi burocratici.
La necessità di chiarezza nei criteri di accesso: le PMI spesso lamentano che requisiti troppo rigidi penalizzano chi non ha grandi risorse iniziali.
La coordinazione territoriale e infrastrutturale: alcune aree potrebbero avere meno centri tecnologici o competenze diffuse. Fare in modo che tutte le regioni possano accedere equamente sarà una sfida concreta.
Il rischio che la domanda superi le risorse disponibili: bisognerà valutare bene la capacità di assorbimento delle imprese.
Cosa fare ora se sei una startup, PMI, o centro di ricerca
Se appartieni a uno di questi soggetti, ecco alcune azioni pratiche:
Verifica se il vostro progetto può rientrare in uno dei bandi già annunciati o in via di definizione (idee per PoC, brevetti, accordi per l’innovazione, etc.).
Comincia a preparare la documentazione: stato della ricerca, budget, roadmap tecnologica, partner, livelli di maturità tecnologica.
Informati presso il Ministero delle Imprese/MIMIT, ACN e bandi europei (Digital Europe, Horizon Europe) per capire tempistiche e criteri.
Valuta collaborazioni con università o centri di ricerca per rafforzare le competenze e condividere rischi.
Formazione del personale: investite in competenze interne (security, threat intelligence, gestione incidenti).
Commercialista Aversa
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