Il 16 dicembre 2025 è l’ultimo giorno utile per il versamento della seconda rata dell’IMU, nota come saldo IMU o conguaglio IMU.
Si tratta di un adempimento particolarmente importante, perché richiede la verifica delle delibere comunali aggiornate, delle eventuali esenzioni applicabili, nonché delle novità giurisprudenziali emerse tra 2024 e 2025.
Per consentire ai contribuenti di calcolare correttamente l’imposta dovuta, il MEF – Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato, nella pagina dedicata del Portale del Federalismo Fiscale, tutti i regolamenti e le delibere comunali vigenti.
Gli elenchi si aggiornano automaticamente sulla base delle pubblicazioni effettuate quotidianamente dai Comuni e contengono:
codice catastale del Comune
denominazione
numero e data della delibera
data di pubblicazione
provincia e regione
nome del file con l’atto (consultabile in PDF nella raccolta regionale)
indicazione dei tributi cui la delibera si riferisce.
In questa guida analizziamo chi deve pagare, quali sono le esenzioni IMU 2025, le sentenze recenti e gli aspetti da verificare prima di procedere al versamento.
Scadenza IMU 2025: quando e cosa si paga
La seconda rata IMU deve essere versata entro il 16 dicembre 2025.
Il saldo serve a:
completare quanto versato in acconto (giugno 2025);
conguagliare variazioni intervenute nella seconda parte dell’anno (delibere comunali, modifiche catastali, variazioni di destinazione d’uso);
applicare eventuali nuove esenzioni maturate nel periodo d’imposta.
Prima di calcolare l’imposta, occorre verificare:
posizione catastale dell’immobile;
destinazione d’uso attuale;
agevolazioni o esenzioni previste dalla legge o dal Comune.
Esenzioni IMU 2025: chi non paga
Le esenzioni possono derivare da normativa nazionale o da delibere comunali.
1. Esenzioni previste per legge
Sono escluse dal pagamento numerose categorie di immobili. Le principali:
Terreni agricoli condotti da coltivatori diretti o IAP iscritti alla previdenza agricola.
Immobili pubblici destinati a funzioni istituzionali.
Immobili classificati E/1–E/9 (porti, aeroporti, infrastrutture, caserme).
Immobili culturali, musei e archivi aperti al pubblico e privi di scopo di lucro.
Luoghi di culto e immobili riconosciuti dal Concordato.
Immobili di enti non commerciali utilizzati esclusivamente per attività non commerciali.
Dal 2023 risultano inoltre esenti:
immobili dell’Accademia dei Lincei;
immobili occupati abusivamente, se il proprietario ha sporto denuncia penale: la Corte Costituzionale ha riconosciuto la retroattività dell’esenzione.
2. Esenzioni deliberate dai Comuni
Richiedono una specifica delibera e non sono automatiche. Possibili esempi:
immobili concessi in comodato gratuito a enti pubblici, APS o ONLUS;
esenzioni per attività commerciali penalizzate da cantieri pubblici protratti oltre 6 mesi;
agevolazioni per imprese in aree montane o Comuni con popolazione ridotta;
esenzioni per APS, ONLUS e imprese sociali, quando previste dai regolamenti locali.
Prima di pagare, è obbligatorio verificare il regolamento IMU del Comune competente.
Novità giurisprudenziali 2024–2025: sintesi delle sentenze principali
Il 2025 ha visto una produzione giurisprudenziale particolarmente rilevante. Tra le decisioni più significative:
Cass. 118/2025 – Esenzione per enti pubblici valida solo quando l’attività istituzionale è diretta e immediata.
Cass. 23094/2024 – Gli enti non commerciali devono dimostrare l’effettivo svolgimento di attività non commerciale.
Cass. 2364/2025 – Le aree edificabili possono essere esenti se concretamente destinate ad attività istituzionali.
Cass. 10390/2025 – I beni merce sono esenti solo se non locati e se mantengono la destinazione per tutto l’anno.
Cass. 18938/2025 – L’IMU non è dovuta su terreni occupati abusivamente quando il proprietario perde la disponibilità materiale del bene.
Ulteriore novità:
Il D.L. 84/2025, art. 6-bis, ha aggiornato l’esenzione per associazioni sportive dilettantistiche, introducendo un regime transitorio collegato all’iscrizione nel RASD.
Dichiarazione IMU 2025: obblighi e decadenze
Le esenzioni non sono automatiche, salvo diversa previsione normativa.
Il contribuente deve:
presentare la dichiarazione IMU telematica entro i termini stabiliti;
indicare la causa dell’esenzione (comodato, ente non commerciale, occupazione abusiva, tutela culturale, ecc.);
comunicare eventuali variazioni entro l’anno successivo.
La mancata presentazione comporta la decadenza dal beneficio anche se i requisiti sussistono.
Attenzione:
La dichiarazione è obbligatoria anche per l’esenzione relativa a immobili occupati abusivamente (art. 1, c. 759, lett. g-bis).
IMU su immobili occupati o inagibili (sisma e alluvioni)
Immobili occupati abusivamente
Esenti se:
il proprietario ha sporto regolare denuncia penale,
l’immobile non è più nella sua disponibilità materiale.
Rilevano i reati:
art. 614 c.p. (violazione di domicilio)
art. 633 c.p. (invasione di edifici)
Immobili inagibili o inabitabili
Sono esenti:
fino al 31/12/2025 per immobili situati nelle aree colpite dai sismi del Centro Italia e in Abruzzo;
fino al 31/12/2026 per immobili in Emilia-Romagna e Toscana colpiti dalle alluvioni e dichiarati inagibili o soggetti a ordinanza di sgombero.
In tutti i casi è necessaria la presentazione della dichiarazione IMU, con allegazione di:
ordinanza comunale;
verbali di sopralluogo;
documentazione tecnica o perizia, se richiesta.
Il saldo IMU 2025 rappresenta uno degli adempimenti fiscali più rilevanti dell’anno.
Per evitare errori o versamenti non dovuti, è essenziale:
consultare le delibere comunali MEF aggiornate;
verificare le esenzioni applicabili;
controllare eventuali variazioni dell’immobile;
adempiere agli obblighi di dichiarazione IMU.
Se desideri assistenza per la verifica della tua posizione IMU o per il calcolo del saldo 2025, contattaci: Iuraecon Advisors, studio specializzato in consulenza tributaria e fiscale.
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