Legge PMI 2026 approvata: incentivi alle imprese e stop alle recensioni false

startup e pmi innovative

Il 4 marzo 2026 il Senato ha approvato il Disegno di legge annuale sulle micro, piccole e medie imprese (A.S. 1484-B). Il provvedimento, in attesa di pubblicazione ufficiale in Gazzetta Ufficiale, introduce una serie di misure destinate a rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano.

La legge interviene su diversi ambiti: aggregazioni tra imprese, ricambio generazionale nel lavoro, semplificazioni amministrative, accesso al credito, innovazione e contrasto alle recensioni online false nel settore turistico e della ristorazione.

Di seguito le principali novità.

Incentivi alle reti d’impresa

Uno dei punti centrali della riforma riguarda il rafforzamento dei contratti di rete, strumenti utilizzati dalle PMI per collaborare su programmi comuni di sviluppo.

La legge introduce una detassazione degli utili reinvestiti nella rete.

In particolare:

  • gli utili destinati al fondo patrimoniale comune della rete non concorrono alla formazione del reddito d’impresa;

  • il beneficio è riconosciuto dal 2026 al 2028;

  • il limite massimo agevolabile è 1 milione di euro annui per impresa.

L’obiettivo è favorire investimenti condivisi in innovazione, internazionalizzazione e sviluppo delle filiere produttive.

Sostegno alla filiera tessile e della moda

La legge prevede inoltre fino a 100 milioni di euro di risorse per programmi di sviluppo delle PMI del settore tessile-moda.

I progetti finanziabili dovranno avere un valore compreso tra 1 e 20 milioni di euro e potranno riguardare:

  • innovazione tecnologica;

  • integrazione delle filiere produttive;

  • riconversione industriale;

  • valorizzazione delle produzioni Made in Italy.

Si tratta di un intervento mirato a sostenere uno dei comparti più rappresentativi dell’economia italiana.

Staffetta generazionale e part-time verso la pensione

Tra le novità più rilevanti sul piano occupazionale vi è l’introduzione di una staffetta generazionale sperimentale.

La misura sarà attiva nel biennio 2026-2027 e potrà coinvolgere fino a 1.000 lavoratori dipendenti di imprese private con massimo 50 addetti.

Il meccanismo prevede che i lavoratori prossimi alla pensione possano ridurre volontariamente l’orario di lavoro dal 25% al 50%, trasformando il contratto da full-time a part-time.

A fronte della riduzione dell’orario sono previsti:

  • esonero contributivo fino a 3.000 euro annui a favore del lavoratore;

  • contribuzione figurativa sulla quota di retribuzione non percepita;

  • possibilità di cumulare periodi assicurativi ai fini pensionistici.

La misura è subordinata all’assunzione di un lavoratore under 35 con contratto a tempo pieno e indeterminato, favorendo così il ricambio generazionale nelle imprese.

Accesso al credito e riordino dei confidi

La legge interviene anche sul sistema dei confidi, introducendo una delega al Governo per il riordino della disciplina.

Tra le novità più rilevanti vi è la possibilità per le imprese di utilizzare i beni di magazzino come garanzia per l’accesso ai finanziamenti, ampliando le opportunità di credito per le PMI.

Semplificazioni amministrative e sicurezza sul lavoro

Il provvedimento introduce diverse misure di semplificazione.

Tra le principali:

  • esonero dall’assicurazione obbligatoria per carrelli elevatori e veicoli utilizzati esclusivamente in aree private aziendali;

  • estensione della deroga alle macchine agricole non immatricolate utilizzate nei fondi agricoli;

  • predisposizione da parte dell’INAIL di modelli semplificati di gestione della sicurezza per micro e piccole imprese.

Viene inoltre stabilito che:

  • la formazione sulla sicurezza può essere svolta anche durante i periodi di cassa integrazione;

  • i datori di lavoro devono fornire annualmente ai lavoratori in smart working un’informativa sui rischi connessi all’attività svolta fuori sede.

Stop alle recensioni false nel turismo e nella ristorazione

Una delle novità più innovative riguarda la regolamentazione delle recensioni online.

La legge stabilisce che una recensione è considerata lecita solo se:

  • pubblicata entro 30 giorni dall’utilizzo del servizio;

  • proveniente da chi ha effettivamente usufruito della prestazione;

  • non ottenuta tramite incentivi, sconti o altre utilità.

Viene inoltre introdotto:

  • il divieto di acquistare o vendere recensioni online;

  • il potere dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di svolgere attività investigative e applicare sanzioni;

  • la possibilità per le imprese di chiedere la rimozione delle recensioni irregolari.

Le recensioni non saranno inoltre più considerate valide dopo due anni dalla pubblicazione, per garantire l’attualità delle informazioni.

Innovazione, start-up e attrazione degli investimenti

Il provvedimento prevede infine una delega al Governo per la redazione di un Testo unico sulle start-up e PMI innovative, con l’obiettivo di semplificare e riordinare la normativa esistente.

Tra le misure previste vi è anche l’ampliamento delle agevolazioni fiscali per attrarre pensionati esteri nei centri urbani di dimensioni medio-piccole: la soglia dei comuni interessati viene innalzata da 20.000 a 30.000 abitanti.

La legge annuale sulle PMI 2026 introduce un pacchetto articolato di interventi volto a:

  • favorire la collaborazione tra imprese;

  • sostenere l’innovazione e le filiere strategiche;

  • incentivare il ricambio generazionale nel lavoro;

  • semplificare gli adempimenti amministrativi;

  • rafforzare la tutela della reputazione online delle imprese.

Molte disposizioni richiederanno tuttavia decreti attuativi per diventare pienamente operative.

 
 
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