Articolo: Manovra 2026: Le imprese chiedono misure per la crescita e il rilancio dei consumi

La prossima manovra di bilancio 2026 rappresenta un passaggio cruciale per l’economia italiana. In un contesto di crescita lenta, pressione fiscale elevata e consumi ancora fermi, le imprese sollevano richieste forti: interventi concreti per stimolare la domanda interna, alleggerire il carico fiscale e incentivare gli investimenti produttivi.

Le istanze principali del mondo imprenditoriale

Tra le proposte più ricorrenti:

  1. Riduzione della pressione fiscale
    Le imprese chiedono un intervento strutturale sul sistema tributario, con particolare attenzione al cuneo contributivo e all’Irpef, per liberare margini di spesa dei cittadini e migliorare la competitività aziendale.

  2. Incentivi a investimenti e innovazione
    Si auspica il rafforzamento dei crediti d’imposta e delle misure “green” / digitali (Transizione 5.0 / 6.0), con procedure snelle e tempistiche certe per accelerare l’adozione di tecnologie e sostenibilità.

  3. Sostegno ai consumi interni
    Per le aziende, il fattore domanda rimane centrale: servono misure che stimolino i consumi (famiglie con maggiore capacità di acquisto, politiche sociali, bonus mirati).

  4. Investimenti pubblici e infrastrutturazione
    Le imprese vedono nella spesa pubblica strategica un volano essenziale: infrastrutture, digitalizzazione della PA, collegamenti territoriali devono essere potenziati per rendere il sistema più efficiente.

  5. Coerenza fra programmazione e attuazione
    Serve che le misure previste non restino “annunciate” ma vengano accompagnate da decreti attuativi efficaci, bandi chiari, criteri di accesso semplici e controlli rapidi.

I numeri in gioco

Secondo alcune stime, la manovra 2026 potrebbe articolarsi attorno a 16 miliardi di euro, distribuiti su vari capitoli strategici: fisco e lavoro, imprese, investimenti pubblici, sanità, famiglie. Unimpresa | Unione Nazionale di Imprese
Ad esempio, da un’analisi del Centro studi Unimpresa emerge che 3 miliardi potrebbero essere riservati al sostegno delle imprese, per potenziare strumenti come il Fondo PMI, incentivi 4.0 / 5.0 / 6.0 e agevolazioni per l’innovazione tecnologica. Unimpresa | Unione Nazionale di Imprese

Rischi e nodi da superare

  • Rimangono limiti europei e vincoli di spesa: ogni redistribuzione deve rispettare il quadro del Patto di stabilità / regole UE.

  • Tempi e burocrazia: senza procedure snelle, l’efficacia delle misure rischia di essere compromessa.

  • Crescita anemica: se i consumi non si risvegliano, anche gli incentivi rischiano di produrre effetti limitati.

  • Sostenibilità dei conti: è essenziale che le misure siano autofinanziate o ben coperte, per non aggravare il debito pubblico.

La manovra 2026 potrebbe essere un punto di svolta se saprà coniugare rigore e rilancio economico. Le richieste delle imprese fotografano una domanda di fiducia: i margini di intervento non mancano, ma la differenza la farà l’agilità nell’attuazione.

Commercialista Aversa

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