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Regime forfettario limite ricavi: consultazione sul tetto

· a cura di Dott. Vincenzo Gagliardi

Il Dipartimento delle Finanze avvia la consultazione sul limite di 85mila euro nel regime forfettario. Requisiti, impatti e scenari futuri.

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha aperto una consultazione pubblica dedicata all'impatto delle soglie di accesso e permanenza nell'imposta sostitutiva per le partite IVA individuali. Nello specifico, sul tema del regime forfettario limite ricavi, l'Amministrazione finanziaria intende verificare gli effetti concreti prodotti dall'innalzamento del massimale a 85mila euro, introdotto con la legge di bilancio 2023. L'indagine conoscitiva raccoglie pareri e riscontri pratici direttamente dai contribuenti, offrendo al contempo una panoramica su requisiti attuali, regole applicabili e possibili scenari futuri di riforma.

Cosa prevede la consultazione del Ministero dell'Economia

L'iniziativa, promossa dal Dipartimento delle Finanze, mette a disposizione un questionario online per raccogliere osservazioni non vincolanti su come la modifica delle soglie abbia inciso sull'attività dei contribuenti. L'obiettivo primario consiste nel comprendere se il passaggio da 65mila a 85mila euro di compensi e ricavi percepiti nell'anno precedente abbia agevolato nuovi ingressi nella disciplina agevolata e favorito la crescita economica.

Il modello di indagine predisposto dal Dipartimento si articola in quesiti specifici volti ad approfondire diversi aspetti operativi:

  • l'eventuale adozione del regime agevolato già in data antecedente al 2023;
  • l'incidenza determinante del limite a 85mila euro nella scelta successiva di adesione;
  • il ruolo del nuovo tetto nella crescita o nello sviluppo dell'attività svolta;
  • le motivazioni prevalenti che orientano la scelta del forfettario, distinguendo tra semplificazione burocratica, risparmio fiscale o altri fattori;
  • quesiti a risposta aperta per illustrare gli impatti diretti riscontrati e suggerire interventi di razionalizzazione, miglioramento e coordinamento normativo.

I pareri trasmessi devono pervenire in forma non anonima e risultare strettamente pertinenti all'oggetto del monitoraggio.

A chi si applica il regime forfettario e quadro normativo

Il regime forfettario è riservato esclusivamente alle persone fisiche che svolgono attività d'impresa, arti o professioni in forma individuale. Introdotto originariamente con l'articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015), il sistema ha subito varie rimodulazioni nel tempo. In principio le soglie di fatturato risultavano diversificate a seconda del codice attività, per poi confluire nel 2019 in un massimale unificato a 65mila euro, fino all'elevazione a 85mila euro disposta dalla legge di bilancio 2023.

Dal 1° gennaio 2027 la disciplina troverà collocazione negli articoli da 232 a 243 del decreto legislativo n. 117/2026, recante il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi.

Attualmente, per accedere e conservare la tassazione sostitutiva, il professionista o l'imprenditore individuale deve rispettare precisi parametri economici:

  • conseguimento di ricavi o compensi non superiori a 85mila euro ragguagliati ad anno;
  • sostenimento di spese per lavoro accessorio, lavoro dipendente o compensi a collaboratori per un ammontare complessivo non superiore a 20mila euro lordi annui.

Scadenze per partecipare all'indagine pubblica

La procedura telematica di consultazione è accessibile a partire dal 21 ottobre e si concluderà il 18 novembre. Entro tale termine, professionisti, lavoratori autonomi e titolari di ditte individuali possono compilare il questionario tramite il portale del Dipartimento delle Finanze.

I contributi raccolti non produrranno effetti automatici sui testi di legge, ma costituiranno la base conoscitiva utilizzata dai tecnici ministeriali per valutare il grado di gradimento delle semplificazioni, l'efficacia del tetto attuale e l'eventuale necessità di correttivi alle misure vigenti.

Cosa fare ora e prospettive sulle soglie future

Nel contesto del dibattito sulle aliquote piatte e sui relativi limiti, resta al centro del confronto l'ipotesi di una flat tax estesa fino a 100mila euro. Tuttavia, l'attuale massimale di 85mila euro coincide con il limite massimo fissato a livello comunitario dalla direttiva UE 2020/285 per i regimi di franchigia IVA. Tra le soluzioni tecniche prospettate per superare il vincolo europeo figura la possibilità di differenziare i comparti: applicare l'imposta sostitutiva fino a 100mila euro ai soli fini delle imposte dirette, mantenendo invece l'assoggettamento alle ordinarie disposizioni IVA per i volumi eccedenti la soglia comunitaria.

In attesa dei possibili interventi legislativi, i titolari di partita IVA devono monitorare costantemente i compensi incassati e i ricavi conseguiti nell'anno solare in corso, verificando la tenuta del limite di 85mila euro per non rischiare la decadenza dal regime agevolato nell'anno successivo.

Per valutare il caso specifico è possibile rivolgersi allo studio.

Articolo informativo aggiornato alla data di pubblicazione: non sostituisce una consulenza sul caso specifico. Preparato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale, rivisto e approvato da Dott. Vincenzo Gagliardi.

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