Resto al Sud 2.0: tutte le novità del nuovo incentivo
Resto al Sud 2.0: tutte le novità del nuovo incentivo, con la pubblicazione del decreto attuativo il 23 luglio 2025.
Con la pubblicazione del decreto attuativo il 23 luglio 2025, prende ufficialmente il via Resto al Sud 2.0, la nuova versione dell’incentivo a sostegno della creazione d’impresa nel Mezzogiorno, nelle aree colpite dai terremoti del Centro Italia e nei comuni delle isole minori. Il provvedimento, previsto dal DL Coesione, introduce importanti novità in termini di destinatari, modalità di accesso, forme di incentivo e priorità strategiche.
A chi è rivolto Resto al Sud 2.0
Il nuovo incentivo si rivolge ai giovani tra i 18 e i 35 anni, residenti nei territori ammessi, che si trovino in almeno due delle seguenti condizioni:
disoccupati o inoccupati da almeno 12 mesi;
persone in situazioni di marginalità o vulnerabilità sociale;
beneficiari del Programma GOL – Garanzia Occupabilità Lavoratori.
La misura punta a favorire l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità di giovani con difficoltà di accesso al mercato del lavoro, incentivando la nascita di nuove attività imprenditoriali o il rafforzamento di iniziative avviate da meno di tre anni.
Cosa finanzia
Sono ammissibili le attività imprenditoriali nei settori:
industriale, artigianale e manifatturiero;
servizi e turismo;
attività green, digitali o innovative.
Non sono ammesse le attività di commercio puro o professioni regolamentate.
Le agevolazioni previste
A seconda del tipo di investimento e delle caratteristiche dell’attività, sono previste due forme di contributo non cumulabili:
1. Voucher per l’autoimpiego
Importo: 40.000 euro (fino a 50.000 euro se l’iniziativa è digitale, green o innovativa).
Caratteristiche: contributo interamente a fondo perduto, concesso in regime de minimis, utile a coprire le prime spese per avviare l’attività.
2. Contributo a fondo perduto per investimenti
Fino al 75% delle spese ammissibili per investimenti fino a 120.000 euro.
Fino al 70% per investimenti tra 120.001 e 200.000 euro.
Sono ammissibili spese per attrezzature, macchinari, opere murarie (entro il 30% del totale), servizi digitali, formazione e consulenze.
Come presentare domanda
Il bando sarà gestito da Invitalia, che aprirà nei prossimi mesi una piattaforma online dedicata. La procedura prevede:
la presentazione di una Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio (DSAN);
la compilazione di un business plan;
la rendicontazione delle spese sostenute con criteri certificati;
il rispetto dei criteri di non sovrapposizione con precedenti attività simili cessate da meno di 6 mesi.
L’apertura ufficiale dello sportello avverrà con provvedimento successivo del Ministero del Lavoro, atteso entro l’autunno 2025.
Risorse disponibili
Il fondo complessivo per Resto al Sud 2.0 ammonta a 356,4 milioni di euro, cofinanziati da FSE+ e PNRR. L’incentivo rientra tra gli strumenti attuativi del Piano Nazionale Giovani, Donne e Lavoro.
Resto al Sud 2.0 rappresenta un’evoluzione sostanziale rispetto alla versione precedente: più selettivo, più mirato ai giovani in difficoltà, più attento a innovazione, sostenibilità e legalità. Per i giovani under 35 che vogliono mettersi in proprio nel Mezzogiorno, è una straordinaria occasione di rilancio, da preparare con cura e consapevolezza.
Se desideri assistenza nella stesura della domanda, nella redazione del business plan o nella definizione del piano di spesa, contattaci: il nostro team è a disposizione per supportarti in ogni fase.
Articolo pubblicato il 4 agosto 2025: norme, importi e scadenze citati potrebbero essere cambiati da allora. Non sostituisce una consulenza sul caso specifico.
