A partire dal mese di dicembre, l’Agenzia delle Entrate avvia il pagamento dei rimborsi Irpef relativi alle dichiarazioni presentate con il modello 730 senza sostituto d’imposta. Si tratta di una situazione particolare rispetto alla procedura ordinaria, che prevede l’erogazione diretta da parte del datore di lavoro o dell’ente pensionistico già a partire da luglio. Vediamo nel dettaglio chi può presentare il modello 730 senza sostituto, chi paga i rimborsi e quali sono le tempistiche effettive.
Chi può presentare il 730 senza sostituto di imposta
Il modello 730 può essere utilizzato anche da contribuenti privi di sostituto d’imposta, purché rientrino tra i soggetti abilitati alla presentazione del modello 730. È una possibilità frequente, ad esempio, per chi ha perso il lavoro durante l’anno o per chi non ha un datore di lavoro tenuto ad effettuare il conguaglio.
Il contribuente può presentare:
il 730 senza sostituto precompilato, direttamente all’Agenzia delle Entrate, a un CAF o a un professionista abilitato;
il 730 senza sostituto ordinario, esclusivamente attraverso CAF o professionisti abilitati.
In entrambi i casi occorre:
indicare la lettera A nella casella “730 senza sostituto”;
barrare la casella “Mod. 730 dipendenti senza sostituto” nel riquadro dedicato ai dati del sostituto d’imposta.
Quando emerge un credito, il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Se invece emerge un debito, il contribuente è tenuto al versamento tramite modello F24.
Chi paga i rimborsi del 730 senza sostituto
Per tutte le dichiarazioni presentate senza sostituto, l'unico soggetto che eroga i rimborsi è l’Agenzia delle Entrate. È quindi fondamentale che il contribuente abbia comunicato correttamente le proprie coordinate bancarie, così da consentire l’accredito diretto.
La comunicazione dell’IBAN può avvenire:
tramite l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, seguendo il percorso: Servizi > Rimborsi > Comunicazione IBAN per accredito su c/c;
mediante il modello “Richiesta accredito persone fisiche”, che può essere inviato via PEC dall’indirizzo personale del contribuente, oppure presentato fisicamente presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia, corredato da documento di identità.
Una corretta e tempestiva comunicazione dell’IBAN accelera sensibilmente l’arrivo del rimborso.
Rimborsi 730 senza sostituto: quando arrivano realmente
L’Agenzia delle Entrate effettua i primi pagamenti a partire da dicembre. Questo vale per i contribuenti che hanno diritto a un credito Irpef non superiore a 4.000 euro e che non presentano situazioni anomale o incoerenti in dichiarazione.
È importante però tenere presente che la normativa consente all’Agenzia di effettuare controlli preventivi quando:
la dichiarazione presenta elementi di incoerenza;
il rimborso supera i 4.000 euro;
emergono discordanze tra i dati dichiarati e quelli presenti nelle banche dati.
In questi casi il pagamento può essere rinviato di diversi mesi. Per alcuni contribuenti, l’effettiva erogazione può slittare anche al 2026.
Perché i tempi possono allungarsi
I rimborsi con 730 senza sostituto sono generalmente più lenti rispetto a quelli erogati tramite datore di lavoro o ente pensionistico per due motivi:
l’Agenzia delle Entrate effettua verifiche più accurate, soprattutto in presenza di detrazioni rilevanti o documentazione non immediatamente coerente;
la lavorazione centralizzata dei rimborsi richiede tempi tecnici più lunghi, specie nel periodo compreso tra novembre e marzo.
Inoltre, chi non ha indicato un IBAN riceverà il rimborso con modalità alternative, come l’emissione di un mandato pagabile presso Poste Italiane, che comporta un ulteriore allungamento dei tempi.
Perché alcuni contribuenti hanno già ricevuto il rimborso e altri no
La ricezione dei rimborsi non avviene in modo uniforme. Alcuni contribuenti hanno già ottenuto l’accredito, mentre altri sono ancora in attesa. Il motivo è legato a:
presenza o meno di controlli preventivi;
correttezza dei dati indicati in dichiarazione;
comunicazione dell’IBAN;
entità del credito spettante;
ordine di lavorazione delle dichiarazioni.
Chi non ha fornito l’IBAN potrebbe dover attendere anche diversi mesi in più rispetto a chi ha optato per l’accredito diretto.
Il rimborso del 730 senza sostituto è gestito esclusivamente dall’Agenzia delle Entrate e, salvo anomalie, viene pagato a partire da dicembre dell’anno di presentazione. Tuttavia, la presenza di controlli preventivi o l’assenza dell’IBAN possono comportare ritardi significativi, con pagamenti che in alcuni casi possono arrivare anche nel corso del 2026.
Per ridurre i tempi è consigliabile:
comunicare tempestivamente l’IBAN;
verificare la coerenza delle spese detraibili e dei dati inseriti nel modello;
utilizzare, quando possibile, la dichiarazione precompilata.
Un approccio accurato e una corretta gestione dei dati consentono di accelerare l’erogazione del rimborso e evitare ritardi evitabili.
Commercialista Aversa
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