Tra le novità più discusse introdotte nel 2026 rientra senza dubbio la decisione di Poste Italiane di rendere a pagamento il proprio servizio di identità digitale PosteID SPID. A partire dal 1° gennaio 2026, infatti, anche il principale identity provider italiano ha introdotto un canone annuo per il rinnovo dello SPID, seguendo una strada già intrapresa da altri operatori negli anni precedenti.
Una scelta che coinvolge milioni di cittadini e che riapre il dibattito sul modello di sostenibilità dello SPID.
Cos’è lo SPID e perché la decisione incide su milioni di utenti
Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) consente ai cittadini di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e di numerosi soggetti privati aderenti: INPS, Agenzia delle Entrate, Fascicolo Sanitario Elettronico, bonus, bandi, servizi regionali e comunali.
Secondo i dati disponibili, alla fine del 2024 risultavano circa 40 milioni di identità SPID attive in Italia. Di queste, quasi 30 milioni fanno capo a Poste Italiane, che rappresenta di gran lunga il principale provider del sistema.
È evidente, quindi, che l’introduzione di un canone da parte di PosteID abbia un impatto particolarmente rilevante sul pubblico.
Quanto costa lo SPID di Poste Italiane
Dal 1° gennaio 2026, il rinnovo dello SPID di Poste Italiane prevede un canone annuo pari a 6 euro.
Il pagamento è richiesto al momento del rinnovo dell’identità digitale e consente di continuare a utilizzare lo SPID per l’accesso ai servizi online senza interruzioni.
Perché Poste Italiane ha introdotto il canone
La scelta di rendere il servizio a pagamento è legata a una combinazione di fattori strutturali:
l’aumento progressivo dei costi di gestione dell’infrastruttura tecnologica;
gli investimenti continui richiesti in materia di sicurezza informatica, manutenzione e assistenza;
il congelamento dei fondi pubblici destinati ai provider SPID, avvenuto tra il 2023 e aprile 2025.
Solo nel corso del 2025 sono stati erogati, con notevole ritardo, i 40 milioni di euro previsti dal PNRR per il sostegno al sistema SPID. Nel frattempo, i gestori hanno continuato a garantire il servizio senza entrate certe, rendendo di fatto inevitabile l’introduzione di un contributo economico a carico degli utenti.
Chi è esente dal pagamento del canone
Il canone non si applica a tutti gli utenti. Poste Italiane ha infatti previsto alcune categorie esenti, per le quali il servizio rimane gratuito:
minorenni;
cittadini con almeno 75 anni di età;
residenti all’estero;
titolari di SPID a uso professionale;
utenti che hanno attivato lo SPID PosteID da meno di un anno.
In quest’ultimo caso, il pagamento non è richiesto immediatamente, ma solo allo scadere del primo anno di attivazione.
Come si effettua il pagamento del rinnovo
Il rinnovo dello SPID PosteID può essere effettuato a partire da 30 giorni prima della scadenza, senza alcuna interruzione del servizio, attraverso diverse modalità:
online, dalla propria area personale PosteID;
tramite la pagina dedicata, inserendo codice fiscale e indirizzo e-mail;
presso qualsiasi ufficio postale, comunicando il codice fiscale del titolare dell’identità digitale.
Cosa succede se non si paga il rinnovo
In caso di mancato pagamento, l’identità digitale non viene immediatamente cancellata.
Lo SPID PosteID rimane infatti attivo per 24 mesi dall’ultimo accesso, ma durante questo periodo non consente l’accesso ai servizi online che richiedono autenticazione SPID.
L’utente ha quindi due anni di tempo per regolarizzare il rinnovo, evitando la perdita definitiva dell’identità digitale.
Le alternative gratuite allo SPID a pagamento
Per chi non intende sostenere il costo del canone, restano disponibili alcune alternative:
altri identity provider che, al momento, continuano a offrire SPID gratuitamente;
CIE ID, il sistema di accesso basato sulla Carta d’Identità Elettronica.
La CIE ID rappresenta l’alternativa più solida e strutturale: è gratuita, gestita direttamente dallo Stato e consente l’accesso ai servizi digitali senza intermediari privati. Nel medio periodo, è destinata a diventare lo strumento principale di identità digitale, anche in vista dell’integrazione con il portafoglio europeo dell’identità digitale.
L’introduzione del canone sullo SPID di Poste Italiane segna un passaggio importante nell’evoluzione dell’identità digitale in Italia.
Pur trattandosi di un importo contenuto, la scelta impone a cittadini, professionisti e imprese una riflessione sull’uso più efficiente degli strumenti di accesso ai servizi pubblici, valutando consapevolmente costi, alternative e prospettive future.
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