Stabilizzazione under 35: domande INPS aperte per l’esonero contributivo fino a 12.000 euro

Le imprese possono richiedere il nuovo incentivo per trasformare i contratti a termine dei giovani in rapporti di lavoro stabili. L’agevolazione copre il 100% dei contributi previdenziali, fino a 500 euro al mese per 24 mesi, ma le risorse sono limitate.

È operativo il nuovo incentivo destinato ai datori di lavoro privati che trasformano a tempo indeterminato i contratti a termine dei lavoratori under 35.

Dal 29 luglio 2026 è possibile presentare la domanda attraverso il Portale delle Agevolazioni dell’INPS, utilizzando il modulo telematico denominato “ESTA – Incentivo alla stabilizzazione”. Le richieste saranno accolte in base all’ordine di presentazione e fino all’esaurimento delle risorse disponibili, pari a 18,2 milioni di euro per il 2026.

In cosa consiste l’incentivo

La misura riconosce l’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e dei contributi INAIL.

Il beneficio può essere utilizzato:

  • per un massimo di 24 mesi;
  • entro il limite di 500 euro mensili per ciascun lavoratore;
  • fino a un valore complessivo massimo di 12.000 euro per ogni rapporto stabilizzato.

Quando la trasformazione o la cessazione del rapporto avvengono nel corso del mese, il massimale viene riproporzionato in misura pari a 16,12 euro per ciascun giorno di fruizione. L’esonero non riduce la contribuzione utile per il calcolo della futura pensione del lavoratore.

Quali contratti possono essere trasformati

L’incentivo riguarda esclusivamente la trasformazione di rapporti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.

Per accedere all’agevolazione, il contratto originario deve:

  • essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026;
  • avere una durata effettiva complessiva non superiore a 12 mesi, comprese eventuali proroghe;
  • essere trasformato senza interruzioni;
  • diventare a tempo indeterminato nel periodo compreso tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026.

La misura non si applica, quindi, alle nuove assunzioni effettuate direttamente a tempo indeterminato né alle nuove assunzioni a termine.

Requisiti del lavoratore

Alla data della trasformazione, il dipendente deve avere meno di 35 anni, ossia non deve aver ancora compiuto il trentacinquesimo anno di età.

Il lavoratore non deve inoltre essere mai stato occupato con un normale contratto a tempo indeterminato nel corso della propria vita lavorativa.

Non impediscono l’accesso al beneficio gli eventuali precedenti rapporti di:

  • apprendistato;
  • lavoro intermittente a tempo indeterminato;
  • lavoro domestico a tempo indeterminato.

Sono invece ostativi, tra gli altri, precedenti rapporti stabili in somministrazione o contratti a tempo indeterminato cessati durante il periodo di prova o a seguito di dimissioni. Sono esclusi dall’incentivo i dirigenti, i rapporti di lavoro domestico, l’apprendistato e il lavoro intermittente.

Come presentare la domanda all’INPS

La richiesta deve essere trasmessa esclusivamente online attraverso il Portale delle Agevolazioni, già denominato DiResCo, accedendo con:

  • SPID almeno di livello 2;
  • Carta d’Identità Elettronica di livello 3;
  • Carta Nazionale dei Servizi.

All’interno del portale è disponibile la sezione dedicata agli incentivi previsti dal decreto Lavoro 2026, nella quale deve essere compilato il modulo ESTA.

Nella domanda devono essere indicati, tra gli altri, i dati dell’azienda e del lavoratore, le caratteristiche del contratto a termine, la retribuzione media mensile e le dichiarazioni relative all’assenza di altri incentivi incompatibili sul medesimo rapporto. Per le trasformazioni non è richiesta la preventiva pubblicazione della posizione lavorativa sulla piattaforma SIISL.

Trasformazione già effettuata o ancora da realizzare

La procedura varia a seconda che la stabilizzazione sia già avvenuta oppure sia ancora programmata.

Quando il contratto è stato già trasformato e la relativa comunicazione obbligatoria risulta regolarmente trasmessa, l’INPS verifica i dati e comunica direttamente l’accoglimento della domanda e l’importo riconosciuto.

Quando, invece, la trasformazione deve ancora essere effettuata, l’INPS calcola il beneficio e accantona provvisoriamente le risorse. Dal momento della comunicazione, il datore di lavoro dispone di 10 giorni perentori per:

  1. trasformare il contratto a tempo indeterminato;
  2. inviare la comunicazione obbligatoria Unilav o Unisomm.

Il mancato completamento della procedura entro dieci giorni comporta la perdita delle somme prenotate. L’azienda dovrà quindi presentare una nuova domanda, con il rischio che nel frattempo le risorse siano state esaurite.

Le condizioni richieste alle imprese

L’accesso all’esonero è subordinato al rispetto delle condizioni generali previste per gli incentivi contributivi, tra cui:

  • regolarità contributiva e rispetto delle norme in materia di lavoro e sicurezza;
  • applicazione dei trattamenti economici previsti dai contratti collettivi comparativamente più rappresentativi;
  • realizzazione di un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei 12 mesi precedenti;
  • assenza, nei sei mesi precedenti, di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva.

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore agevolato, oppure di un dipendente con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva, effettuato nei sei mesi successivi alla trasformazione può determinare la revoca dell’esonero e il recupero delle somme già utilizzate.

Cumulabilità con altri incentivi

L’incentivo alla stabilizzazione non può essere cumulato, sullo stesso rapporto di lavoro, con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive.

È invece compatibile con alcune misure che operano su piani differenti, come la maggiorazione fiscale del costo del lavoro per le nuove assunzioni, l’esonero collegato alla certificazione della parità di genere e l’esonero contributivo riconosciuto alle lavoratrici madri, in quanto riferito alla quota di contributi a carico della dipendente.

Restituzione del contributo addizionale dell’1,40%

Alla trasformazione del contratto può aggiungersi anche il recupero del contributo addizionale dell’1,40% versato durante il rapporto a termine.

La restituzione è riconosciuta in caso di trasformazione a tempo indeterminato e, in determinate condizioni, anche quando l’assunzione stabile viene effettuata entro sei mesi dalla scadenza del precedente contratto a termine. Questo importo si aggiunge al beneficio contributivo previsto per i successivi 24 mesi.

Domande da presentare tempestivamente

Considerata la dotazione limitata a 18,2 milioni di euro e il criterio di accoglimento fino a esaurimento delle risorse, le imprese interessate devono verificare rapidamente il possesso di tutti i requisiti e procedere alla presentazione della domanda.

Particolare attenzione deve essere riservata alle trasformazioni non ancora perfezionate: dopo la prenotazione delle risorse, il termine di dieci giorni concesso dall’INPS è perentorio e il suo mancato rispetto determina la perdita del beneficio.

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