Con l’approvazione definitiva del decreto legislativo attuativo della riforma fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111), il Consiglio dei Ministri del 20 novembre 2025 ha introdotto importanti novità per il Terzo Settore, con particolare riferimento agli adempimenti IVA degli enti associativi.
Proroga al 2036 degli obblighi IVA per gli enti associativi
La principale novità riguarda lo slittamento al 2036 dell’entrata in vigore delle norme che avrebbero imposto agli enti associativi che erogano prestazioni ai propri associati l’assoggettamento agli obblighi IVA, tra cui:
tenuta della contabilità ai fini IVA,
obbligo di fatturazione,
adempimenti strumentali connessi.
Una proroga significativa, che concede agli enti un ampio margine temporale per adeguarsi a un sistema di regole che avrebbe inciso in modo rilevante su costi, gestione interna e strutture amministrative.
Il contesto normativo
Il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri n. 149 è stato presentato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e ha ottenuto:
l’intesa in Conferenza Unificata,
l’integrazione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti,
un confronto tecnico con la Commissione europea.
L’obiettivo del decreto è armonizzare le disposizioni fiscali riguardanti Terzo settore, crisi d’impresa, sport e imposta sul valore aggiunto, semplificando e rendendo più coerente il quadro normativo.
Passaggio di beni dall’attività commerciale a quella non commerciale
Tra le altre novità, il decreto introduce una disposizione rilevante per gli enti del Terzo settore che modificano la qualificazione fiscale di una loro attività.
In caso di trasferimento di beni dall’ambito commerciale all’attività istituzionale non commerciale, gli enti possono optare per l’esclusione dalla formazione del reddito imponibile della plusvalenza prevista dall’art. 86 del TUIR, a condizione che:
i beni vengano utilizzati per attività statutarie,
tali attività perseguano finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
L’opzione deve essere esercitata direttamente nella dichiarazione dei redditi.
La proroga al 2036 rappresenta un segnale importante per il Terzo settore, che vede rinviata una riforma IVA potenzialmente complessa e onerosa. Le nuove misure favoriscono una maggiore sostenibilità gestionale degli enti e riconoscono la specificità delle loro attività di interesse generale.
Commercialista Aversa
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