Tredicesima 2025 per i dipendenti: calcolo, tassazione e cosa cambia dopo il Bonus Natale 2024

La tredicesima mensilità rappresenta una delle componenti più rilevanti della retribuzione annuale dei lavoratori dipendenti. Si tratta di una somma aggiuntiva, maturata nel corso dell’anno, che viene erogata generalmente nel mese di dicembre e che rientra nella logica della retribuzione differita.

Di seguito una guida aggiornata al 2025 sul calcolo, la tassazione e le regole applicate, con un focus sulle novità introdotte nel 2024 con il Bonus Natale, misura non prorogata per il 2025.

Origini e quadro normativo

L’istituto della tredicesima nasce con il CCNL degli operai dell’industria del 5 agosto 1937. La corresponsione obbligatoria si afferma nel secondo dopoguerra con l’Accordo Interconfederale del 27 ottobre 1946, che ne stabilisce l’erogazione per i lavoratori dell’industria.

Successivamente, il D.P.R. n. 1070/1960 estende il diritto alla mensilità aggiuntiva a tutti i dipendenti, attribuendole la denominazione di “Gratifica Natalizia”.

Oggi la tredicesima è regolata dai rispettivi Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL), che definiscono modalità e criteri di calcolo.

1. Elementi utili per il calcolo della tredicesima

Al lavoratore che ha prestato attività per l’intero anno spettano generalmente 12 ratei, pari a un’intera mensilità basata sulla retribuzione globale di fatto (Cass. 24.06.1981 n. 4119).

Gli elementi solitamente inclusi nella base di calcolo sono:

  • paga base;

  • indennità di contingenza;

  • terzi elementi (nazionali o provinciali);

  • scatti di anzianità.

Rientrano inoltre, se erogati con continuità:

  • superminimo;

  • assegno “ad personam”;

  • straordinari forfetizzati o continuativi;

  • provvigioni;

  • cottimo;

  • indennità sostitutiva di mensa;

  • indennità di maneggio denaro;

  • premi di produttività annuali.

Voci generalmente escluse dalla base di calcolo

  • lavoro straordinario non continuativo,

  • lavoro notturno o festivo occasionale,

  • somme una tantum,

  • rimborsi spese.

Dipendenti part-time

La tredicesima spetta in misura proporzionata all’orario effettivo.

Lavoratori che non hanno prestato l’intero anno

In questi casi si usa la formula:

Tredicesima = (Retribuzione mensile / 12) × numero mesi lavorati

2. Tredicesima e assenze dal lavoro

Non tutte le assenze incidono sulla maturazione dei ratei.

Assenze utili alla maturazione

  • ferie,

  • festività,

  • congedo matrimoniale,

  • permessi ROL,

  • preavviso non lavorato.

Assenze non utili alla maturazione

  • congedo parentale,

  • malattia o infortunio oltre il periodo di copertura contrattuale,

  • malattia bambino,

  • congedo straordinario biennale,

  • gravi motivi familiari,

  • sciopero,

  • servizio militare,

  • aspettative e permessi non retribuiti,

  • assenze ingiustificate.

Quote corrisposte da INPS e INAIL

Per alcune assenze tutelate (malattia, maternità/paternità, infortunio, CIG, permessi L.104, richiamo alle armi) l’INPS/INAIL corrisponde una quota della tredicesima.

Il datore di lavoro deve sottrarre tali quote al momento dell’erogazione, applicando le percentuali di lordizzazione:

  • aziende fino a 15 dipendenti → 1,101201

  • aziende con più di 15 dipendenti → 1,104851

  • apprendisti → 1,062022

3. Tredicesima: trattamento fiscale e previdenziale

Dal punto di vista fiscale e contributivo:

  • è soggetta a contribuzione previdenziale;

  • è assoggettata a tassazione ordinaria IRPEF (art. 51 TUIR);

  • non dà diritto a detrazioni per lavoro dipendente o familiari a carico;

  • concorre alla formazione del TFR (art. 2120 c.c.).

Per questi motivi la tredicesima netta è nella maggior parte dei casi inferiore alla normale busta paga mensile.

4. Tredicesima e Bonus Natale 2024: cosa cambia nel 2025

Nel 2024 il Decreto Omnibus (D.L. 113/2024 – L. 143/2024) ha introdotto il cosiddetto Bonus Natale, un’indennità una tantum esentasse destinata ai lavoratori dipendenti con determinati requisiti:

  • reddito complessivo fino a 28.000 euro,

  • almeno un figlio fiscalmente a carico,

  • (se coniugati) presenza del coniuge non separato,

  • imposta lorda superiore alla detrazione spettante.

Il bonus era parametrato ai giorni lavorativi del 2024 e richiedeva una dichiarazione del lavoratore.
Le istruzioni operative sono state fornite dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare 20/E/2024.

Misura non rinnovata per il 2025

Il Bonus Natale non è stato prorogato e non sarà riconosciuto per l’anno 2025, restando un intervento straordinario limitato al solo 2024.

La tredicesima rappresenta un elemento fondamentale della retribuzione dei lavoratori dipendenti e, anche nel 2025, seguirà le regole tradizionali di calcolo e tassazione.
La parentesi del Bonus Natale 2024 rimane un’eccezione, non confermata per l’anno successivo.

 

 

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