La nuova rottamazione delle cartelle introdotta dal Disegno di legge di Bilancio 2026 (A.S. 1689) – definita “rottamazione quinquies” – presenta caratteristiche molto diverse rispetto alla precedente rottamazione quater.
Si tratta di una misura attesa, ma con limiti più stringenti, che riducono sensibilmente il numero di contribuenti che potranno beneficiarne.
Vediamo nel dettaglio le principali differenze.
Quali carichi possono essere rottamati?
La novità principale riguarda l’ambito oggettivo della definizione.
È possibile ottenere la cancellazione di sanzioni, interessi e aggio solo per i carichi affidati alla riscossione entro il 31 dicembre 2023.
Rientrano nella rottamazione quinquies imposte dichiarate e non versate o maggiori imposte derivanti dai controlli formali delle dichiarazioni.
Esempio: se un contribuente non riesce a esibire un documento a supporto di una detrazione, potrà comunque accedere alla rottamazione quinquies.
Sono invece escluse le imposte dovute a seguito di accertamenti dell’Agenzia delle Entrate (ad esempio redditi non dichiarati, ricavi occultati, maggior valore di immobili o complessi aziendali).
Al contrario, la rottamazione quater consentiva di definire anche queste situazioni.
Lo stesso principio vale per i contributi previdenziali: rientrano solo quelli dichiarati e non versati, mentre restano esclusi i maggiori contributi accertati.
Tributi locali e multe stradali
Le multe stradali continuano a rientrare nella definizione agevolata, senza modifiche rispetto al passato.
Per i tributi locali (IMU, TARI, ecc.) la decisione spetta ai singoli Comuni, che potranno introdurre autonomamente forme di definizione agevolata, anche per le liti pendenti.
Restano escluse invece le addizionali ai tributi erariali, come IRPEF e IRAP.
Rateizzazione e periodicità dei versamenti
Le regole di pagamento cambiano in maniera sostanziale:
Le rate passano da trimestrali a bimestrali.
La durata massima della rateazione si estende da 18 a 54 rate (9 anni).
Non è più previsto l’anticipo del 10% con le prime due rate: il piano è a rate costanti, con importo minimo di 100 euro.
La decadenza scatta con il mancato pagamento di due rate anche non consecutive (contro la sola rata della rottamazione quater).
Tasso di interesse
Un aspetto critico è il nuovo tasso di interesse applicato alle rate:
4% annuo, il doppio rispetto alla precedente rottamazione.
Questo rende meno conveniente l’allungamento massimo della rateazione fino a 9 anni.
Chi non può aderire
Sono esclusi i contribuenti che, al 30 settembre 2025, hanno un piano di rateazione attivo derivante dalla rottamazione quater: in questo caso dovranno continuare con il vecchio piano.
Potranno invece accedere alla rottamazione quinquies i carichi affidati tra il 1° luglio 2022 e il 31 dicembre 2023, con le nuove regole.
La rottamazione quinquies rappresenta una misura innovativa ma più selettiva rispetto alla precedente sanatoria.
Estende l’ambito temporale, ma restringe quello oggettivo.
Allunga la rateazione fino a 9 anni, ma con interessi più alti e condizioni di decadenza più rigide.
Per i contribuenti interessati sarà quindi fondamentale valutare attentamente la convenienza della nuova definizione agevolata, considerando la propria posizione e i costi legati alla rateizzazione.
Commercialista Aversa