Voucher Doppia Transizione 2026: al via la precompilazione delle domande su ReStart

startup e pmi innovative

Dall’8 luglio 2026, le imprese possono accedere alla piattaforma ReStart di InfoCamere per avviare la fase di precompilazione della domanda relativa al Bando Voucher Doppia Transizione 2026.

La misura, promossa da Unioncamere e dalle Camere di commercio, nasce per sostenere le Micro, Piccole e Medie Imprese nei percorsi di trasformazione digitale ed ecologica, favorendo investimenti in tecnologie innovative, sostenibilità ambientale, consulenza specialistica e formazione del personale.

Cos’è il Voucher Doppia Transizione 2026

Il Voucher Doppia Transizione 2026 consiste in un contributo a fondo perduto, concesso nell’ambito del regime de minimis, destinato a supportare le imprese che intendono realizzare progetti di innovazione digitale e sostenibilità ambientale.

L’obiettivo è accompagnare le aziende verso la cosiddetta twin transition, cioè la transizione gemella digitale e green, ormai sempre più centrale per migliorare la competitività, ridurre l’impatto ambientale e rendere più efficienti i processi aziendali.

Non si tratta soltanto di un incentivo economico, ma di uno strumento pensato per stimolare investimenti strutturali, in grado di incidere concretamente sull’organizzazione e sulla crescita delle imprese.

Chi può richiedere il contributo

Il bando si rivolge alle Micro, Piccole e Medie Imprese che possiedono specifici requisiti al momento della presentazione della domanda.

In particolare, le imprese devono:

  • avere sede legale o unità operativa attiva nella circoscrizione territoriale della Camera di commercio presso cui viene richiesto il voucher;
  • essere regolarmente iscritte e attive al Registro delle Imprese;
  • non essere sottoposte a procedure concorsuali o di liquidazione;
  • essere in regola con il pagamento del diritto annuale camerale;
  • possedere un DURC regolare;
  • rispettare le condizioni previste dal regime de minimis.

È importante precisare che l’adesione al bando nazionale avviene su base volontaria da parte delle singole Camere di commercio. Pertanto, ogni impresa deve verificare che la Camera territorialmente competente abbia pubblicato il proprio bando locale e attivato la misura.

Cosa finanzia il voucher

Le spese ammissibili riguardano due grandi ambiti di intervento: la digitalizzazione avanzata e la sostenibilità ambientale.

Tecnologie digitali e innovazione

Il voucher può finanziare investimenti in tecnologie abilitanti e soluzioni innovative, tra cui:

  • intelligenza artificiale;
  • cybersecurity;
  • cloud computing;
  • IoT e sensoristica;
  • sistemi ERP e CRM;
  • big data e analytics;
  • blockchain;
  • robotica collaborativa;
  • realtà aumentata e virtuale.

Questi strumenti sono finalizzati a migliorare l’efficienza produttiva, la gestione aziendale, la sicurezza informatica, la tracciabilità dei processi e la capacità decisionale delle imprese.

Sostenibilità ambientale ed ESG

La misura sostiene anche interventi legati alla transizione ecologica, come:

  • progetti per la riduzione dell’impronta carbonica;
  • iniziative di economia circolare;
  • certificazioni ambientali;
  • soluzioni per l’efficientamento energetico;
  • percorsi ESG;
  • investimenti collegati alle Comunità Energetiche Rinnovabili.

L’obiettivo è favorire modelli produttivi più sostenibili e responsabili, in linea con le nuove esigenze del mercato e con gli obiettivi ambientali europei.

Consulenza e formazione

Il bando riconosce l’importanza delle competenze nella realizzazione dei progetti di innovazione. Per questo motivo, tra le spese ammissibili rientrano anche:

  • servizi di consulenza specialistica;
  • percorsi di formazione del personale;
  • attività di accompagnamento all’utilizzo delle nuove tecnologie introdotte in azienda.

La formazione assume un ruolo centrale perché consente alle imprese di utilizzare in modo efficace gli strumenti digitali e green acquistati o implementati.

Importi e percentuali di contributo

Gli importi massimi concedibili, la percentuale di cofinanziamento e l’investimento minimo richiesto non sono definiti in maniera uniforme a livello nazionale.

Ogni Camera di commercio aderente stabilisce autonomamente, nel proprio bando territoriale, le condizioni economiche della misura, le risorse disponibili, le modalità di accesso e le eventuali priorità.

Per questo motivo, le imprese interessate devono consultare con attenzione il bando pubblicato dalla Camera di commercio di riferimento.

Come presentare domanda su ReStart

La domanda deve essere gestita attraverso la piattaforma ReStart di InfoCamere.

A partire dalle ore 10:00 dell’8 luglio 2026, è possibile accedere alla fase di precompilazione, durante la quale l’impresa può inserire i dati anagrafici, descrivere il progetto di investimento, indicare le tecnologie o gli interventi green previsti e caricare la documentazione richiesta.

Tuttavia, la precompilazione non equivale all’invio definitivo della domanda.

L’invio telematico sarà possibile solo successivamente, secondo le date e le modalità stabilite da ciascuna Camera di commercio territoriale.

SELFI 4.0: adempimento preliminare obbligatorio

Prima della presentazione della domanda, l’impresa deve effettuare il SELFI 4.0, un assessment gratuito di maturità digitale disponibile sul portale nazionale dei PID – Punti Impresa Digitale.

Il test deve essere stato completato nei tre mesi precedenti la presentazione della domanda e rappresenta un passaggio obbligatorio per accedere alla misura.

Attraverso il SELFI 4.0, l’impresa ottiene una valutazione del proprio livello di digitalizzazione e può individuare le aree su cui intervenire con il progetto finanziato.

Documenti e strumenti necessari

Per presentare correttamente la domanda, l’impresa deve disporre di:

  • SPID, CNS o CIE del legale rappresentante o del delegato;
  • firma digitale valida;
  • PEC attiva e iscritta al Registro delle Imprese;
  • preventivi di spesa;
  • relazione tecnica o descrizione del progetto;
  • autocertificazioni e documenti richiesti dal bando territoriale.

La corretta predisposizione della documentazione è fondamentale, soprattutto nei casi in cui la procedura segua il criterio dell’ordine cronologico di arrivo.

Attenzione agli sportelli territoriali

Uno degli aspetti più importanti del Voucher Doppia Transizione 2026 riguarda la gestione degli sportelli.

Le date di apertura per l’invio definitivo delle domande non sono unificate a livello nazionale. Ogni Camera di commercio può stabilire autonomamente il proprio calendario e le proprie modalità operative.

In alcuni casi potrà essere applicato il criterio del click day, con valutazione delle domande in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse. In altri casi, invece, potrebbero essere previste procedure valutative o graduatorie.

Per questo motivo, è fondamentale monitorare costantemente il sito della propria Camera di commercio.

Perché è importante prepararsi in anticipo

Il Voucher Doppia Transizione 2026 rappresenta un’opportunità interessante per le imprese che intendono investire in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità.

La fase di precompilazione consente di preparare la pratica con maggiore attenzione, riducendo il rischio di errori e permettendo all’impresa di arrivare pronta al momento dell’apertura dello sportello territoriale.

Una corretta pianificazione del progetto, la verifica preventiva dei requisiti e la predisposizione completa della documentazione possono fare la differenza nell’accesso al contributo.

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